AVEZZANO. Allevatori sul piede di guerra per la tariffa oraria dei veterinari della Asl. In base a quanto previsto dal decreto legislativo 32 del 2021 gli specialisti dell’azienda sanitaria locale che vanno in un allevamento per un certificato o per una visita devono essere pagati in base a un’apposita tariffa oraria. Il decreto nazionale è stato adottato anche dalla Regione Abruzzo e così gli allevatori si sono visti chiedere il conto dopo il consulto dei veterinari della Asl. Una situazione nuova per loro, che però ha gettato altra benzina su un fuoco alimentato, negli ultimi mesi, dall’aumento dei costi di produzione, dal caro gasolio, dai problemi legati ai cambiamenti climatici e dalle politiche adottate dall’Unione europea a favore dei cibi sintetici.
LA PROTESTA
«Non è possibile che il servizio sanitario nazionale chieda a noi dei soldi», ha commentato Dino Rossi, allevatore di Ofena, «eppure ora, quando viene un veterinario della Asl nella stalla per un certificato o per una visita a un capo che dobbiamo vendere, ci applica la tariffa oraria. Forse la Regione e lo Stato non si rendono conto in che situazione disperata ci troviamo. Se continuiamo così tra qualche anno gli allevatori non ci saranno più sul territorio perché le spese sono troppe e le problematiche che riscontriamo ogni giorno altrettante».
TARIFFE SALATE
Per un consulto di sessanta minuti, che potrebbe essere il tempo per il controllo di un animale e una successiva diagnosi, un veterinario della Asl chiede all’allevatore 80 euro. Se la visita dura invece dieci minuti, giusto il tempo per rilasciare un certificato, ne basteranno 13,33. «Ma se il veterinario è dipendente dell’azienda sanitaria locale e viene nella mia stalla con la macchina di servizio, io allevatore perché dovrei pagarlo?», ha continuato Rossi. «Non è tollerabile questa cosa, perché se esce per una visita o se resta all’interno dell’azienda per fare altro viene comunque pagato con lo stipendio. La Regione Abruzzo deve mettersi una mano sulla coscienza e venirci incontro. Sono mesi che protestiamo, ma forse la nostra preoccupazione per quanto sta accadendo non è stata percepita se ci ritroviamo a dover pagare i certificati o le visite dei veterinari della Asl. Spero che ci ripensino il prima possibile e annullino questo provvedimento perché è un altro problema che si aggiunge alla lunga lista dei nostri disagi». (e.b.)