L’AQUILA. «Non rilascio dichiarazioni». La risposta che è lecito aspettarsi da qualcuno dei tanti delusi da queste amministrative che, lo scorso weekend, ha decretato la vittoria del centrodestra a danno della coalizione del centrosinistra. La risposta che non ti aspetti, però, da uno come Raffaele Daniele, vicesindaco uscente tra i più votati in assoluto, in testa alle preferenze della lista di Fratelli d’Italia con 1.150 voti. Aplomb alla Charlie Watts – compianto batterista dei Rolling Stones – Daniele non è mai stato troppo loquace. Eppure, nei cinque anni passati non si è mai tirato indietro dal confronto, anche su questioni spinose. In piena emergenza Covid ha gestito deleghe come Commercio o Attività Produttive, con le restrizioni annesse. Il suo riserbo tradisce dunque un certo nervosismo: se è vero che gli equilibri della maggioranza sono ben definiti e, in qualche modo – come confermato dallo stesso sindaco Pierluigi Biondi – “semplificati”, è vero anche che la partita della giunta è tutta da giocare. Intanto, c’è da sciogliere un nodo, proprio legato a Daniele che, in queste elezioni, ha optato per il cambio casacca entrando nei meloniani. E questa cosa aggiunge un problema in più: l’ex vicesindaco non potrà essere confermato in quel ruolo essendo anche Biondi di Fratelli d’Italia e, stando alla norma non scritta che le cariche di sindaco, vice e presidente del consiglio siano di partiti diversi, potrebbe doversi “accontentare” del posto in giunta. Naturalmente la sua posizione rappresenta un ago della bilancia importante, sia in virtù delle preferenze ricevute sia in virtù della sua storia politica recente. Era indicato come candidato a sindaco in alternativa a Biondi se il sindaco non avesse corso per la riconferma.
GLI STEP
Il percorso da qui a fine mese è comunque delineato. Intanto la convalida degli eletti, da lì di solito si contano due settimane per il consiglio di proclamazione, un tempo sufficiente per comporre e ufficializzare la giunta che, se le cose procedono senza intoppi, viene presentata nella stessa seduta dell’assise civica. Una seduta, peraltro, che per continuità potrebbe essere presieduta dallo stesso Daniele. Dovrà essere dunque designato il presidente del consiglio comunale. Questo ruolo, altro ago della bilancia, potrebbe essere nelle mani di Roberto Santangelo, vicepresidente vicario del Consiglio regionale, il più votato in assoluto con 1.196 preferenze. Tuttavia, appare difficile che la presidenza dell’organo possa essere assegnata a Santangelo, proprio in virtù dei suoi impegni in Consiglio regionale. Impegni, in ogni caso, tecnicamente compatibili con qualsiasi ruolo.
LO “STRUSCIO”
Incontri si susseguiranno in queste giornate, dentro e fuori Palazzo Fibbioni. Peraltro, a ridosso dei Quattro cantoni e del corso si notano strani movimenti. Camicia a scacchi, quasi stile “grunge” e occhiali da sole, il deputato Luigi D’Eramo si vede in questi giorni passeggiare avanti e indietro a ridosso dei portici. Fenomeno piuttosto singolare, peraltro, specie per uno che neanche da studente era abituato allo “struscio”, preso dai suoi tanti progetti politici da costruire, sin da allora. Ora si ferma con uno dei suoi fedelissimi, ora con un simpatizzante del Carroccio, ora con il giovane Francesco De Santis, capogruppo uscente, eletto con 521 preferenze. Un nome, spendibile, peraltro come vicesindaco o, quantomeno, come assessore. A proposito di Lega, l’ingegnere Michele Suriani, 42enne si è detto ufficialmente lusingato dalle 330 preferenze. «Nelle ultime 48 ore sono stato letteralmente preso d’assalto da emozionanti chiamate e messaggi di stima da parte di persone che, al di fuori e al di sopra di meccanismi e artifici elettorali, hanno creduto e credono ancora nel progetto avviato insieme», sottolinea il funzionario del Comune dell’Aquila e capo del Dipartimento infrastrutture e Pnrr della Lega in Abruzzo. Per il resto, la partita importante è quella giocata dalle donne, anche in virtù delle tante preferenze ottenute da alcune candidate. Si pensi a Laura Cucchiarella, con 654 voti, solo per restare nel Carroccio. E poi ci sono nomi gettonati come Ersilia Lancia, Fausta Bergamotto, Carla Mannetti. Le ultime due non ricandidate, ma spendibili come esterne.
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