MONTESILVANO. L’anfora romana del III secolo dopo Cristo era stata messa in vendita su Facebook a 300 euro; invece, per un antico registro di 312 pagine di proprietà del Fondo Corti Locali e per due manoscritti in latino risalenti all’Ottocento, il rigattiere non aveva inserito il prezzo: l’affare sarebbe stato concluso faccia a faccia, con una trattativa privata. Ma i carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale del Nucleo dell’Aquila sono arrivati nella bottega di Montesilvano prima dei compratori appassionati del passato e hanno mandato tutto all’aria: per il commerciante di 65 anni è scattata la denuncia per ricettazione. E adesso l’indagine dei carabinieri, guidati dal capitano Manuel Curreri, mira a scoprire come abbia fatto il rigattiere a entrare in possesso di quegli oggetti preziosi. Reperti che contribuiscono a raccontare la vita del passato, a Torino di Sangro e nella Marsica.
REPERTI AL SICURO Un tesoro scoperto e salvato grazie agli annunci pubblicati sui siti internet: il materiale, inizialmente sequestrato, adesso è stato messo al sicuro. L’anfora da trasporto di grandi dimensioni, risalente tra il III e il V secolo d.C. e di probabile provenienza nord-africana, è stata consegnata alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara: il vaso era tenuto su un lato del negozio e, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stato importato in Italia illegalmente a partire dagli anni ’50-’70, periodo segnato dalla commercializzazione selvaggia del patrimonio storico.
IL LIBRO ANTICO Se l’anfora si trovava vicino ad altri oggi oggetti in vendita, i documenti antichi erano custoditi in un’altra stanza e riposti con attenzione: per i carabinieri significa che il venditore sapeva del loro valore e che avrebbe tentato di piazzarli solo con persone fidate. Il tomo – un registro di di Torino di Sangro contenente atti dal 1797 al 1801 e annotazioni fino al 1812 sulle compravendite di beni mobili e immobili – è stato affidato all’Archivio di Stato di Chieti.
LA BOLLA CROCIATA Per stabilire la provenienza degli altri due rari documenti manoscritti recuperati, sono state raccolte testimonianze del personale dell’Archivio storico diocesano della diocesi dei Marsi. Gli esperti hanno riconosciuto i documenti manoscritti in latino: il primo è una circolare di accompagnamento delle cedole delle Bolle della Santa Crociata, emessa dall’arcivescovo di Napoli in favore del vescovo dei Marsi, datata 27 agosto 1831, in cui si fa riferimento a una raccolta di offerte per il sostegno all’attività dei Francescani e dei Cristiani in Terra Santa; il secondo è un elenco di nominativi e provenienze degli alunni seminaristi del 1839 riconducibile al Seminario di Pescina, attivo fino al 1911: sulla filigrana della carta in trasparenza appare la scritta della città di Celano riconducibile alla sua antica cartiera. I due manoscritti sono stati consegnati all’Archivio storico della diocesi dei Marsi.
CACCIA AI LADRI L’indagine dei carabinieri ha preso il via dai controlli sul commercio via internet per il recupero di beni illecitamente sottratti. Dopo aver visto le foto dei reperti su Facebook e su altri portali di vendita on-line, grazie alla collaborazione di esperti e archivisti, è scattata la perquisizione: l’inchiesta è coordinata dalla pm Anna Benigni. L’attività investigativa dei carabinieri Tpc è volta ora a ricostruire le dinamiche di asportazione dei reperti dai loro luoghi di origine: quegli oggetti sono stati rubati? Da chi? E quando? (p.l.)