TERAMO. I ritardi ci sono stati, e sono stati gravi. Rileggere gli articoli usciti fino all’anno scorso suscita un riso amaro perché più volte, tra il 2019 e il 2021, la gara d’appalto per la riqualificazione dell’ex manicomio di Porta Melatina – destinato a ospitare la Cittadella della cultura, ovvero la facoltà di Scienze della comunicazione dell’ateneo cittadino e spazi culturali aperti a tutti – è stata data per imminente. Poi, dall’autunno scorso, sulla grande opera che potrebbe cambiare il volto di Teramo è calato il silenzio. Ma forse è stato meglio così. In questi mesi il gruppo di lavoro dell’Università che si occupa del progetto, gruppo guidato dal febbraio 2021 dal delegato straordinario del rettore Christian Corsi, ha continuato a lavorare, mentre l’iter del progetto faceva il suo corso. E stavolta il bando di gara del primo lotto dei lavori (finanziato con 30 milioni di euro del Masterplan) appare davvero vicino, mentre si pensa già a finanziare il secondo.
Dice Corsi al Centro: «Il progetto definitivo ed esecutivo del primo lotto della Cittadella della cultura è in attesa di validazione. La norma per gli appalti superiori a una certa cifra dice che il progetto, per essere messo a bando, dev’essere validato da un soggetto esterno che fa l’analisi tecnica dell’elaborato ed eventualmente chiede delle modifiche. Una volta che c’è la validazione, si può andare in gara. La validazione per l’ex manicomio doveva essere conclusa dieci giorni fa, ma con tutti questi lavori pubblici avviati a livello nazionale ci sono dei ritardi fisiologici. E poi quest’opera è un recupero di uno stabile storico, è normale che si chiedano degli approfondimenti. I tempi? Sono sicuro che prima della pausa estiva ci ridaranno il progetto, così in autunno i nostri uffici (l’Università è soggetto attuatore e stazione appaltante, ndr) predisporranno il bando: già ci stanno lavorando, in modo da abbattere il più possibile i tempi di pubblicazione».
L’ateneo ha lavorato anche per sciogliere il nodo dei soldi, visto che la Regione targata Marsilio a suo tempo si era ripresa i soldi del finanziamento Masterplan targato D’Alfonso. Corsi fa sapere: «Come ateneo abbiamo inviato alla Regione nota formale di richiesta di saldo, perché c’è stata un’anticipazione già liquidata dalla Regione nel 2019 per 1,5 milioni che ci ha permesso di fare la progettazione e arrivare fin qui. Ora abbiamo richiesto la rata di saldo, dovendo espletare la procedura di gara per un totale di 30 milioni».
I 30 milioni serviranno a realizzare il primo lotto, «che una volta completato», continua Christian Corsi, «permetterà di portare in centro il Dams e l’intera facoltà di Scienze della comunicazione (di cui Corsi è preside, ndr). Ma dobbiamo pensare anche al secondo lotto e siamo al lavoro per trovare altri fondi, stiamo mappando i vari bandi del Pnrr. Bisogna accelerare, i fondi vanno trovati da qui a dicembre altrimenti poi, visti i tempi stretti chiesti dal Pnrr, sarà tardi per la spendibilità. Quanto serve? Altri 30-35 milioni di euro».
Corsi conclude con un appello: «Teramo città universitaria passa attraverso quest’opera: avremo gli studenti in centro, avremo teatro, laboratori e biblioteche aperti alla città. È un’opera strategica, l’unica che può dare una scossa a Teramo capoluogo, e per questo mi aspetto che tutti i rappresentanti della città e della Regione facciano squadra e siano al nostro fianco indipendentemente dal colore; qui parliamo dello sviluppo di una città che ha perso negli ultimi anni pezzi importanti di rappresentanza e nella quale l’università può fare molto».
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