VAL VIBRATA. I sindaci dell’Unione di Comuni Val Vibrata non trovano ancora la quadra sulla nomina del nuovo presidente, ed è la prima volta che si registra uno stallo del genere nei vent’anni di storia dell’organismo.
Per mercoledì prossimo è stata indetta una nuova assemblea in cui si cercherà di arrivare uniti all’elezione del “sindaco dei sindaci”. I delicati equilibri politici fra i primi cittadini di centrodestra e centrosinistra, con dietro il pressing degli esponenti territoriali in Regione Abruzzo, stanno impantanando l’iter di nomina del successore del presidente uscente Domenico Piccioni il cui mandato è scaduto oltre un mese fa, come pure quello degli altri componenti: per cui non è possibile, da allora, adottare alcun atto, paralizzando parte della macchina dell’organismo intercomunale.
Toccherà al sindaco più anziano, Dantino Vallese, primo cittadino di Corropoli, convocare l’assemblea e procedere al voto. I nomi in ballo restano quelli di Massimo Vagnoni, sindaco di Martinsicuro, per il centrodestra e di Antonietta Casciotti, collega di Alba Adriatica, per il centrosinistra. C’è poi il rebus di due sindaci, Elicio Romandini di Sant’Egidio e Cristina Di Pietro di Civitella del Tronto, che sarebbero disponibili a guidare la Città-territorio. I loro nomi però non sembrano graditi a certa area, specie di centrodestra. In una delle precedenti riunioni, infatti, i due non furono nemmeno invitati. Vagnoni, che mira a guidare la Provincia si Teramo, chiede che intorno al suo nome si raggiunga l’unanimità all’interno dell’Unione altrimenti si farà da parte. Oggi la maggioranza delle quote di rappresentanza in seno alla Città-territorio è in mano al centrodestra. Se Romandini e Di Pietro votassero con il centrosinistra, l’esito della partita non cambierebbe. I prossimi giorni saranno cruciali per raggiungere un punto d’incontro. La proposta avanzata dall’ex vice presidente, Andrea Luzii, di una rotazione presidenziale, privilegiando i Comuni che mai hanno avuto un presidente nei vent’anni di storia intercomunale non sembra aver trovato accoglimento. Se passasse questa linea, la presidenza toccherebbe a Nereto oppure a Civitella, Alba Adriatica o Controguerra.
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