L’AQUILA. «Chiederemo un consiglio comunale straordinario sulla vera ricostruzione delle scuole nel Comune dell’Aquila», così l’opposizione consiliare sfida il sindaco Pierluigi Biondi e l’amministrazione su uno dei temi cruciali del post-sisma. In particolare la presa di posizione in conferenza stampa è stata dei consiglieri Stefania Pezzopane, Simona Giannangeli, Enrico Verini e Massimo Scimia, ma a nome di tutti i gruppi di minoranza. La loro è una risposta diretta alla relazione sullo stato dell’arte della ricostruzione scolastica diffusa dal primo cittadino nella seduta della commissione consiliare “Gestione del territorio” di martedì. In quella occasione, Biondi aveva parlato di almeno altri tre cantieri pronti a partire, oltre alle scuole con i lavori in corso e a quelle completate. Dando però notizia anche di cinque opere per cui si cercano ancora i fondi, per un totale di 35 milioni di euro mancanti.
«Basta prese in giro, non ci facciamo imbambolare dalle litanie che Biondi ripete dal 2017. La scuola è una priorità, i giovani sono una priorità», questa la reazione dei consiglieri di opposizione, che continuando: «L’amministrazione non ha un progetto e una visione, si è solo preoccupata in questi anni di sfasciare le ipotesi precedentemente istruite: niente più campus alla caserma Rossi, niente scuole in centro storico, accuse pesanti alla Struttura di missione, niente task force dedicata alla ricostruzione. Nel 2017 Biondi in campagna elettorale attaccava l’amministrazione Cialente di ritardi, mentre prometteva una rapida ricostruzione e un cambiamento in 100 giorni. Di giorni ne sono passati 500, durante i quali l’amministrazione Biondi grazie ai governi di centrosinistra ha avuto significative risorse, notevoli semplificazioni procedurali, deroghe al codice appalti, ruolo di commissario per le scuole, ma le scuole sono rimaste al palo. Il sindaco ha parlato di “procedure complesse” e ha rappresentato il poco fatto dal 2017 in poi. Solo una scuola è stata ricostruita, ma era stata appaltata dalla giunta di centrosinistra. Nel primo mandato di Biondi, in 5 anni, nonostante le deroghe, nessuna scuola è stata iniziata e completata».
Quindi l’affondo: «Quanto è emerso nelle riunioni delle commissioni, da noi richieste, è drammatico. Ci aspettavamo una mappa della città con un disegno preciso di siti, tempi, procedure, uffici competenti. Solo un dirigente e 8 Rup a seguire la ricostruzione, ma fanno altro e non hanno una tempistica definita né un preciso cronoprogramma. Scarne risposte su edifici decisivi delle frazioni e nessuna visione sul futuro del centro storico, dove non ci saranno scuole pubbliche né asili nido per una precisa scelta, motivata con superficialità e in assoluta controtendenza rispetto a tutte le città del mondo». (l.t.)