CHIETI. È accusata di aver raggirato anche la cognata: l’ha convinta a consegnare dei soldi assicurandole che servivano per la tomba di un familiare. Una sessantenne, di origini pugliesi e residente a Francavilla al Mare, è stata arrestata ieri pomeriggio dai carabinieri della locale Stazione: deve scontare una pena residua di tre anni e quattro mesi di reclusione per i reati di truffa e circonvenzione di incapace, commessi tra il 2016 e il 2017 in provincia di Trento. Ora la donna è rinchiusa nel carcere di Teramo. La vittima del raggiro è morta già da qualche anno.

L’arrestata e un complice sono finiti nei guai con la pesante accusa di essersi approfittati delle difficoltà e della bontà d’animo di una sessantenne, riuscendo a spillarle denaro con la più odiosa delle scuse, ovvero sostenendo che quelle somme occorrevano per l’acquisto di una cappella al cimitero e per fare alcuni investimenti, sempre a Francavilla al Mare.

L’inchiesta è partita dopo una denuncia presentata da alcuni familiari della donna truffata. Gli investigatori hanno ricostruito il flusso di denaro attraverso i bonifici bancari e accertato che la storia della tomba era stata architettata solo per depredare la malcapitata dei suoi risparmi.
Di recente, la sessantenne finita ieri in cella è stata condanna in via definitiva anche per il reato di appropriazione indebita: la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali della donna. (g.let.)
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