PESCARA. I commercianti di viale Muzii chiedono più sicurezza all’indomani dell’incidente di martedì in cui G.C. di 57 anni è rimasto ferito, dopo essere stato investito da un’auto sulle strisce pedonali all’incrocio tra viale Muzii e via Regina Elena. L’uomo è ricoverato nel reparto di Ortopedia con una prognosi di 20 giorni per le diverse fratture riportate. In un’altra occasione, un giovane è stato sbalzato da una macchina: le telecamere di un bar hanno immortalato il drammatico momento.
I commercianti del viale, a due passi dal centro, hanno più volte protestato contro la pericolosità degli attraversamenti lungo un’arteria dove il traffico scorre a velocità elevata malgrado i cartelli indichino i 30 chilometri orari. Chi attraversa la strada per raggiungere il marciapiede opposto, oltrepassando la carreggiata e la pista ciclabile, deve guardare a destra e sinistra non due, ma quattro volte. Le attività commerciali che si trovano nel punto in cui il 57enne è stato investito, invocano provvedimenti urgenti.
«Siamo qui da 21 anni e di incidenti ne vediamo almeno uno a settimana», dicono preoccupati Annalia e Roberto Mucciante, dell’omonima pizzeria all’angolo, «chiediamo lo spostamento delle strisce pedonali più in avanti, nel tratto verso l’incrocio con via Regina Margherita, e la potatura degli alberi che bloccano la visuale dello stop», all’intersezione tra via Regina e viale Muzii.
«Qui, ogni volta», proseguono i titolari dell’esercizio pubblico, «girare a sinistra o verso il mare è un’impresa, perché bisogna fare attenzione alle macchine che sfrecciano nelle due direzioni e, contemporaneamente, ai pedoni che attraversano sulle strisce. L’ideale sarebbe un rondò o i limitatori di velocità». Francesca Cirone del Salumaio 108 e Davide Liviero del bar Napoli, concordano: «Spostare le strisce è una soluzione, sono troppo a ridosso dell’incrocio».
«Altro che 30 chilometri, qui vanno a cento all’ora e la gente rischia la vita ogni volta che attraversa la strada e la pista ciclabile, per arrivare al marciapiede opposto», rileva l’agente immobiliare Emiliano Di Silvestre, «gli incidenti, i tamponamenti, gli anziani che cadono di faccia sullo spartitraffico della ciclabile, sono all’ordine del giorno e i cartelli di indicazioni sono nascosti tra le foglie degli alberi». «Oltre al fatto che la riduzione dei posti auto lungo la strada ci ha messi in ginocchio», si sfoga la parrucchiera Marilena Filippone, «senza contare chi sfreccia in monopattino o in bici sul marciapiede, davanti alle porte dei negozi. Quindi a che serve la pista ciclabile?».
Opinioni condivise anche da Carlo Ridolfi, titolare del Conservatorio strumenti musicali: «Qui vanno tutti a folle velocità, la strada è diventata pericolosa».
«Sono tanti i tamponamenti», evidenzia Antonio di Kolorado Cafè, «i residenti fanno difficoltà a trovare un posto auto per rientrare a casa e i carico e scarico bloccano la strada, ma devono pur lavorare. Il punto più critico è la confluenza con via Battisti», dove la carreggiata si restringe a ridosso della ciclabile e degli spartitraffici. L’artista Cinzia Napoleone: «In giro ci sono troppi incivili, l’amministrazione comunale sta facendo di tutto per migliorare questa città».
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