PESCARA. In un mese sulla riviera due aggressioni da parte di cani di grossa taglia. A farne le spese, una bambina di due anni, morsa al volto da un Amstaff e una donna di 42 anni azzannata dallo stesso cane a una gamba. Senza contare l’episodio di ieri mattina sulla riviera sud, dove l’ambulanza è stata chiamata per un bambino di sette anni morso da un cane: in questo caso, però, solo ferite superficiali e tanta paura.
E il sindaco Carlo Masci annuncia che su tutta la riviera saranno intensificati da subito i controlli da parte delle guardie zoofile. Per chi non rispetta le regole e, quindi, sarà beccato a portare a spasso il proprio cane, soprattutto se di grossa taglia, senza guinzaglio o senza museruola, in mezzo alla gente saranno multe.
«In realtà», spiega Masci, «sono due anni che abbiamo avviato controlli di questo genere sull’intero territorio comunale. Ultimamente li abbiamo concentrati soprattutto nei parchi, essendoci arrivate da qui diverse segnalazioni di cani che vagano liberi, senza guinzaglio, rappresentando un pericolo per i bambini che giocano, per gli anziani che passeggiano, ma in generale per tutti i fruitori delle aree verdi. Adesso l’attenzione tornerà ad essere forte anche sulla riviera. I cittadini devono essere liberi di passeggiare senza l’incubo di essere azzannati».
A vigilare saranno le nove guardie zoofile già in servizio, oltre agli agenti della polizia municipale. Soltanto nei parchi, ogni giorno vengono elevate sette-otto sanzioni nei confronti di padroni di cani di grossa taglia che non rispettano le regole. Norme che prevedono in strada e nei luoghi all’aperto l’utilizzo del guinzaglio o comunque della museruola, e di guinzaglio e museruola nei locali pubblici e all’interno dei mezzi di trasporto. Ma dopo l’ultima aggressione ai danni della 42enne a chiedere interventi alle istituzioni è anche il gruppo “L’altra parte del guinzaglio”. «Nei nostri tre anni di vita», spiegano in una nota Claudia Scarselli, Rosy Donato, Laura Cosimini, Marilena Mariani, Simona Mascolo, Giovanna Li Causi, «abbiamo monitorato avvenimenti riportati dalla stampa e raccolto testimonianze di persone vittime di aggressioni, constatando che questi episodi sono molto più frequenti di quanto si pensi, e molte volte non vengono neppure denunciati o segnalati. Dalla straordinaria mole di informazioni raccolte, emerge che le aggressioni più frequenti avvengono a causa di custodie irresponsabili di cani potenzialmente pericolosi (condotti senza guinzaglio, sfuggiti dalle abitazioni, sguinzagliati in passeggiata) su suolo pubblico, in centro città o zone urbane». Di qui le loro richieste per arginare il fenomeno: «Campagne di sensibilizzazione per adozioni e custodie consapevoli e responsabili; campagne per la registrazione degli animali all’anagrafe canina; controlli reali delle custodie responsabili dei cani, specie di quelli con attitudine di razza e mole importanti e una disciplina normativa organica che vada a tutelare l’incolumità pubblica e il benessere degli animali».