VASTO. Il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, resterà a Vasto fino a fine gennaio. Il trasferimento a Roma alla Procura generale della Corte d’appello è stato rinviato di un mese. Un lasso di tempo che consentirà a un nuovo magistrato in arrivo di insediarsi con maggiore tranquillità. Nel frattempo da Roma dovrebbero arrivare notizie sul futuro del tribunale e della procura vastese. Si parla con insistenza di una nuova proroga di due anni. Se così fosse il Consiglio superiore della magistratura (Csm) dovrebbe indire il bando per la nomina di un nuovo presidente e di un procuratore capo. Al momento, infatti, il successore di Giangiacomo non è stato nominato. Se a questo si aggiunge che anche il procuratore capo, Giampiero Di Florio, a febbraio 2023 avrà raggiunto 8 anni di permanenza a Vasto e quindi potrebbe essere anche lui trasferito altrove, ben si comprende il pessimismo che aleggia attorno al palazzo di giustizia.
La partenza di Giangiacomo è già un duro colpo per la città. In attesa che il nuovo governo decida sulle sorti del tribunale istoniense, in città sono comunque in arrivo due nuovi magistrati. La prossima settimana arriveranno un magistrato per il tribunale e un altro per la procura nominati dal Consiglio superiore della magistratura. L’arrivo del nuovo pm andrà a rinforzare l’organico della Procura formato adesso solo da due magistrati, il procuratore capo, Di Florio, e il pm Vincenzo Chirico. Entro fine anno i giudici torneranno in dieci: tre magistrati inquirenti in Procura, sette in tribunale. il presidente Giangiacomo, Fabrizio Pasquale, Anna Rosa Capuozzo, Stefania Izzi, Elisa Ciabattoni, Silvia Lubrano e il nuovo giudice.
Intanto, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, in accordo anche con il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, insieme al presidente dell’Ordine degli avvocati, Vittorio Melone, continua ad interloquire con i rappresentanti di governo insistendo sulla necessità di salvare il tribunale vastese. (p.c.)
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