AVEZZANO. Riparte dalla Marsica la mobilitazione per la difesa del tracciato ferroviario veloce Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. Negli ultimi giorni alcuni utenti della rete hanno rilanciato la petizione per difendere il treno veloce da Roma a Pescara via Avezzano. Le firme raccolte finora sono oltre 3mila. La petizione era stata lanciata sulla piattaforma online Change.org dall’ingegnere avezzanese e docente universitario Giovanni Maria De Pratti. «La linea ferroviaria veloce Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara sarà una delle più grandi opere mai realizzate in Abruzzo, con un costo di realizzazione di circa 6,2 miliardi di euro, ed è un progetto che sta assumendo concretezza grazie all’approvazione del Documento di prefattibilità tecnico-economico preliminare alla progettazione, redatto da Rete ferroviaria italiana (Rfi), dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, dalla Regione Lazio e dalla Regione Abruzzo», spiega l’autore della petizione che è stata indirizzata all’amministrazione del Comune di Avezzano, che è stata anche inserita nel Recovery Plan». La necessità di difendere il tracciato era nata da un consiglio comunale straordinario che si è tenuto all’Aquila per valutare la richiesta di un ulteriore progetto volto alla creazione di una linea ferroviaria veloce parallela da Roma a Pescara, passando per il capoluogo di regione, «andando così a mettere in dubbio il progetto preesistente», scrive ancora De Pratti. «Un nuovo progetto tale da emarginare le aree interne della provincia, provando, per l’ennesima volta nella storia, a togliere alla Marsica e alla Valle Peligna prospettive di crescita e sviluppo. È necessario, mai come ora, che i politici dei territori della Marsica e della Valle Peligna senza steccati ideologici, sappiano vegliare su quest’opera che rappresenta per il territorio un’occasione irripetibile. È necessario, inoltre, che i cittadini, onde evitare l’ennesima spoliazione», conclude l’ingegnere avezzanese, «riescano a compattarsi nel comune interesse, supportando e legittimando l’azione dei rappresentanti delle istituzioni, per rivendicare una legittima necessità dei territori per una crescita moderna». Da qualche giorno il tema sembra essere tornato di interesse, proprio con il rilancio della petizione.
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