Le bandiere rosse della Cgil sfilano, in piazza Alessandrini, a Pescara, già dalla prime ore del mattino. Alle 9,30 davanti alla sede dell’assessorato alla Sanità si sono già radunati centinaia di lavoratori provenienti da tutto l’Abruzzo e dal Molise. Una manifestazione di protesta contro la Manovra del Governo, definita «penalizzante per le classi meno abbienti e premiante per gli evasori».
Lo sciopero generale ha superato il 60% di adesione, seppure a macchia di leopardo, con punte massime in alcune aziende e nel settore del trasporto pubblico, che si è bloccato quasi del tutto. Tra i manifestanti ci sono dipendenti che non percepiscono lo stipendio da mesi, lavoratrici con contratti saltuari e precari, che vengono rinnovati annualmente da oltre un decennio. Operai che rischiano il posto a causa della crisi energetica e dell’aumento delle bollette. Per tutti, lo spettro da combattere è la precarietà del lavoro.
CENTINAIA IN PIAZZA. «Ospedali, scuole, case di riposo. Lavoratori delle mense senza stipendio: vergogna!», recita lo striscione che apre il corteo. Fanno sentire la loto voce anche i pensionati, che mostrano un cartello con la scritta: «Posti di lavoro? No globalizzazione selvaggia, no evasione fiscale. Sì a min-max delle pensioni».
La manifestazione si è aperta con l’intervento del segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, cui hanno fatto seguito gli interventi dei delegati di alcune aziende abruzzesi. A partire dalla lavoratrice Loredana Pescrilli, Rsa della azienda Pap, che prepara i pasti per gli ospedali della Asl di Teramo: si tratta di lavoratori che non ricevono lo stipendio e che oggi hanno scelto di scioperare e manifestare. Poi è stata la volta del coordinatore dell’Udu di Teramo, Pierluigi Marini, che ha parlato dei tagli al diritto allo studio previsti dalla manovra. Successivamente è intervenuto Diego Di Francesco, dipendente dell’azienda meccanica LFoundry di Avezzano, azienda che conta oltre 300 lavoratori somministrati con part time involontario.
Tiziana Arista, dell’Osservatorio regionale per la Salute mentale, ha parlato delle carenze nei Centri per la Salute Mentale e dei tagli alla sanità. Roberta Casalena, Rsa del Cup di Pescara, si è soffermata sui su servizi esternalizzati nelle Asl abruzzesi. Sono intervenuti poi il segretario nazionale Flc Cgil, Alessandro Rapezzi, che ha parlato dei tagli operati dalla finanziaria su scuola, università e ricerca, del mancato finanziamento nella legge di Bilancio per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Poi è stata la volta di Renato Bressan, segretario Nazionale Spi Cgil che ha evidenziato la necessità di una riforma strutturale delle pensioni e di una pensione di garanzia contributiva per i giovani, soffermandosi anche sul mancato adeguamento delle pensioni all’inflazione al di sopra di 1.400 euro netti. Le conclusioni dell’evento sono state affidate a Daniela Barbaresi, responsabile Sanità e Welfare Cgil nazionale.
ADESIONE MASSICCIA. Lezioni saltate nelle scuole, corse del trasporto pubblico interrotte, visite sanitarie rimandate.
L’astensione dal lavoro, nella giornata di ieri, ha riguardato anche molte fabbriche di grandi e medie dimensioni, che hanno lavorato a ritmo ridotto. Sotto accusa la Manovra del Governo che, secondo la Cgil, aumenta la precarietà con l’introduzione dei voucher, tocca il reddito di cittadinanza, non dà nulla ai lavoratori attraverso il taglio del cuneo fiscale. «Una manovra che premia gli evasori e aumenta l’economia sommersa», incalza Ranieri, «con l’aumento dell’utilizzo del contante e negando la possibilità di pagare con il Pos sotto una certa cifra».
Ad ogni testimonianza, il coro di protesta si fa più corposo. «Il Governo si è dimenticato del Sud in questa legge di bilancio», le parole di Daniela Barbaresi, «una legge di bilancio che alimenta e accresce le diseguaglianze tra le persone e i territori. Il fatto che preveda una fortissima riduzione del reddito di cittadinanza per il 2023 e l’abrogazione per il 2024 la dice lunga in un momento di forte difficoltà per le famiglie: basti pensare che in Italia ci sono 15 milioni di cittadini a rischio di esclusione sociale».
TRASPORTO FERMO. Nella fascia pomeridiana si è fermato il trasporto pubblico locale, con decine di corse saltate.
«Il settore ha aderito in modo massiccio», spiega Franco Rolanci, segretario Cgil trasporti Abruzzo e Molise, «contestiamo una legge di Bilancio che non dà certezze sulla precarietà del lavoro, anche nel nostro settore, uno dei più critici. Il personale viaggiante si è fermato per chiedere maggiori tutele, servizi, investimenti e una regolamentazione che preveda garanzie contrattuali per tutti i lavoratori».
TOCCA ALLA UIL. Oggi alle 10 sarà la Uil che protestare davanti alla Prefettura di Pescara per dire no all’utilizzo dei voucher, «all’ennesimo condono fiscale, al depotenziamento della tassa sugli extraprofitti, al blocco della rivalutazione per le pensioni sopra quattro volte il minimo e alla mancanza di un intervento per le pensioni dei giovani; al peggioramento di Opzione donna, all’abolizione del reddito di cittadinanza, alla mancata attenzione agli obiettivi di transizione ecologica e di investimenti per scuola, ricerca, sanità e Mezzogiorno».