CHIETI. I carabinieri del comando provinciale di Chieti, secondo il giudice Andrea Di Berardino, hanno raccolto «univoche prove documentali, dichiarative e scientifiche» che incastrano la banda dei bancomat. Ma, nei prossimi giorni, altri indizi potrebbero arrivare da ulteriori comparazioni del Dna. Il profilo genetico di alcuni degli arrestati, infatti, non era ancora presente nella banca dati nazionale.
Tracce utili, in particolare, sono state trovate in occasione del sopralluogo dei carabinieri successivo all’assalto al bancomat dell’ufficio postale di Villa San Vincenzo di Guardiagrele avvenuto il 2 ottobre del 2021; un colpo che ha fruttato oltre 32mila euro. I militari dell’Arma hanno isolato un profilo genetico su un ritaglio di pantalone utilizzato dai banditi per coprirsi il volto a mo’ di passamontagna. Un altro profilo genetico è stato ottenuto dagli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di Roma analizzando un mozzicone di sigaretta marca Camel. Già nelle prossime ore potrebbero arrivare i risultati delle nuove comparazioni. (g.let.)