TORNIMPARTE. Il Tar ha respinto il ricorso di un Consorzio con sede a Tornimparte che chiedeva di poter demolire e ricostruire parte di un aggregato edilizio danneggiato dal terremoto. Il Tar ha invece dato ragione al Comune di Tornimparte che, in base al suo piano di ricostruzione, chiede che venga fatta la “sola” ristrutturazione.
La vicenda è complessa perché il Comune, nel dicembre del 2009, aveva ordinato, per motivi di sicurezza pubblica, la demolizione dell’edificio (originariamente un fienile). Nel ricorso il Consorzio ha sostenuto che il Comune “ha omesso in tutti questi anni di eseguire qualsiasi intervento demolitorio”. La mancata demolizione della porzione di fabbricato impedirebbe al Consorzio “di procedere alla stesura del progetto di ripristino post-sisma, atteso che la porzione pericolante non consentirebbe di accedere all’aggregato e di svolgere i rilievi e le indagini strutturali preliminari alla redazione del progetto”. Il Tar, che ha respinto il ricorso, sostiene che “sulla base della documentazione versata agli atti emerge con evidenza che con l’approvazione del Piano di Ricostruzione e delle relative norme tecniche di attuazione il Comune ha previsto proprio per la parte dell’edificio oggetto della causa un’opera provvisoria di messa in sicurezza e ha manifestato una volontà contraria alla demolizione delle opere, demandando ai proprietari degli immobili, costituiti in Consorzio, la predisposizione di un progetto unitario per la riparazione-ricostruzione dell’intero aggregato edilizio, progetto che allo stato non è mai stato presentato dagli interessati. In tal modo il Comune ha implicitamente assunto un provvedimento incompatibile con la volontà originariamente espressa nell’ordinanza di demolizione il cui contenuto deve ritenersi definitivamente superato dalla sopravvenuta decisione di procedere alla ricostruzione nei modi indicati dal Piano di Ricostruzione”.