SCHIAVI D’ABRUZZO. L’hanno trovata a poca distanza dalla porta d’ingresso , uccisa dalle esalazioni di un incendio partito da una coperta termica che avrebbe dovuto riscaldarla. Santina Di Carlo, 87 anni, ha cercato di mettersi in salvo e di chiedere aiuto ma non ce l’ha fatta. La tragedia è avvenuta durante la notte. A trovarla ieri mattina sono stati i vigili del fuoco e i carabinieri allertati da un dipendente comunale che passando davanti alla casa della donna, in contrada Valli, si è accorto del fumo.
L’allarme è scattato verso le 8. L’abitazione dell’anziana donna, per tutti in paese era nota come Maria, si trova in una zona isolata del paese. L’uomo ha notato che una finestra dell’abitazione era completamente annerita da quello che sembrava essere stato un violento incendio. Il dipendente comunale preoccupato ha avvisato anche il figlio 61enne dell’anziana, che abita in frazione Taverna. Dopo pochi minuti i carabinieri della stazione di Schiavi e i vigili del fuoco di Agnone e Vasto sono arrivati sul posto insieme al personale medico del 118. Forzata la porta d’ingresso, i soccorritori si sono trovati davanti una scena drammatica e tristissima. Parte dell’interno dell’abitazione era stato completamente distrutto dal fuoco. Le fiamme avevano raggiunto una finestra mandandola in frantumi e annerendo completamente le pareti e quel che resta dell’arredo. L’anziana era accasciata vicino all’ingresso, un braccio teso verso la porta. Gli accertamenti sono stati svolti dal medico legale Francesco Parente.
«L’incendio», spiega il capitano dei carabinieri Alfonso Venturi, «è partito dalla camera da letto e poi si è esteso agli altri locali della casa. A provocare il rogo è stato un corto circuito dell’impianto elettrico. L’ipotesi più probabile è che possa essere partito dalla coperta elettrica che la donna utilizzava per riscaldarsi». L’incendio è scoppiato nel corso della serata di martedì: intorno alle 18, il figlio era andato a trovare la madre come d’abitudine e poi era andato via. L’incendio e la morte della pensionata risalgono con ogni probabilità alla serata. Le fiamme alimentate da parte dell’arredo si sono estese rapidamente e poi si sono spente continuando a sprigionare fumo. «È stato proprio il fumo che ha attirato la mia attenzione», dice Sauro Cirulli, il dipendente che per primo si è accorto dell’incendio, «ho chiesto subito aiuto sperando che Maria fosse ancora viva», dice dispiaciuto. Non meno turbato è il sindaco di Schiavi d’Abruzzo, Luciano Piluso: «In una piccola comunità come Schiavi ci vogliamo tutti bene», dice il sindaco, «la signora Maria era una donna dolcissima. Il figlio che abita a Schiavi ( un altro figlio lavora a Roma ed è stato avvisato dal fratello della tragedia ) andava tutti i giorni a trovare la madre. La morte di Santina Di Carlo addolora tutta la comunità». Una vicenda triste che riporta alla memoria la morte di Angelo Bruno, 90 anni, e Onorina Colameo, 87enne, storditi e uccisi a San Salvo il 7 gennaio scorso dalle esalazioni prodotte da un corto circuito.
La Procura di Vasto ieri mattina al termine degli accertamenti di rito ha riconsegnato la salma alla famiglia. La camera ardente di Santina Di Carlo è stata allestita nella chiesa parrocchiale di contrada Valli . Il rito funebre sarà celebrato questa mattina alle 10.30 .