PESCARA. Piazzare sedie e tavolini sui marciapiedi costa quasi 4 volte di più che avere un dehor, uno spazio coperto e arredato. Accade per effetto del canone unico patrimoniale che ha accorpato, a livello nazionale, una serie di tasse legate all’occupazione del suolo pubblico e alla pubblicità. Una nuova batosta per le tante attività commerciali che sfruttano le occupazioni temporanee, mettendo sedie e tavoli all’aperto, e che si trovano a pagare 219 euro al metro quadrato all’anno, mentre un dehor considerato permanente e per il quale viene stipulato un contratto con fideiussione assicurativa, ne costa 60. Ma la discrepanza è sempre più pesante e ieri è finita al centro di una seduta della commissione Sviluppo e gestione del territorio, presieduta da Andrea Salvati, richiesta dalle associazioni di categoria.
«Abbiamo voluto aprire una riflessione sul concetto di dehor», spiega Gianni Taucci, direttore di Confesercenti. «Perché non dovrebbe essere considerata permanente l’occupazione di un’attività, come un bar, che tutti i giorni tira fuori sedie e tavoli dall’alba fino a mezzanotte? Chiediamo di lavorare su un nuovo regolamento che includa la possibilità di applicare a determinate occupazioni temporanee un contratto e di conseguenza una tariffa più calmierata».
«A nostro avviso le tariffe applicate dal Comune non rispecchiano quelle della legge nazionale sul canone unico», sintetizza Federico Anzellotti, presente alla commissione per Confartigianato. «Quest’ultima stabilisce 60 centesimi al metro quadro per l’occupazione permanente (che supera i 120 giorni), invece per la giornaliera il costo è di 1,30 centesimi. Il Comune, invece, ha preso i costi della vecchia tassa, che prevedeva anche mezze giornate e fasce orarie applicandole al nuovo canone. Da due anni attendiamo un regolamento (il vecchio era solo per il Covid ed è scaduto). Attendiamo una risposta il più presto possibile».
«C’è una disparità e serve una mediazione del prezzo», aggiunge Massimiliano Pisani, presente sempre per Confartigianato. «Il Comune si è mostrato collaborativo e quindi credo si troverà una soluzione». (m.pa.)