AVEZZANO. Torna l’incubo delle multe per il T-red. Nuovi avvisi sono stati spedici, altri presumibilmente arriveranno. L’impianto per la rilevazione delle infrazioni all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori è stato spento a febbraio dello scorso anno dopo una serie infinita di polemiche e di ricorsi ma gli strascichi della vicenda sembrano non esaurirsi. Anzi, la questione è tornata di grande attualità perché stanno arrivando sanzioni riferite all’anno 2019 e di mancato pagamento. In totale è stato stimato che il T-red ha immortalato 14mila automobilisti mentre commettevano un’infrazione in quel tratto di strada. A maggio scorso erano arrivati settemila notifiche e l’assessore comunale con delega a Sicurezza e Polizia locale, Roberto Verdecchia, si era impegnato ad aprire una commissione d’inchiesta sulla questione. Su questo punto, a distanza di due mesi, il consigliere di opposizione Alfredo Mascigrande (Noi con l’Italia) chiede come mai le procedure per il recupero delle sanzioni non sono state sospese e come mai le verifica non sono state ancora avviate. «Esiste un atto amministrativo che possa legittimare tale sospensione?», è l’interrogazione che fa l’esponente di minoranza.
LE NUOVE MULTE
Quelle recapitate in questi giorni arrivano fino a mille euro e stanno scatenando nuove reazioni da parte degli automobilisti perché in molti contestano il mancato recapito della raccomandata con ricevuta di ritorno. Alcuni cittadini hanno ricevendo avvisi trasmessi dalla polizia locale. Altri sostengono di aver già pagato la multa ma di non ritrovare la ricevuta. Altri ancora affermano di non aver mai ricevuto prima alcuna notifica. C’è poi quella parte di cittadini che non ha mai pagato (per scelta) neanche la multa notificata inizialmente. Insomma è un vero pasticcio quello del temutissimo semaforo avezzanese che potrebbe ora innescare una nuova battaglia legale con una valanga di nuovi ricorsi, oltre che travolgere l’attuale amministrazione, come avvenne con quella precedente guidata dal sindaco Gabriele De Angelis.
LA STORIA
Il T-red portò tra il 2018 e il 2019 a oltre 14mila sanzioni. Centinaia di multe vennero annullate per la nota questione riguardante la presunta doppia striscia bianca. Altre furono annullate dai vari giudici di pace di Avezzano. Divenne un caso politico. Così l’8 giugno 2019 l’opposizione votò una mozione per procedere in autotutela all’annullamento di tutte le multe ancora non passate in giudicato. Su quello e altri punti il governo cittadino fu sfiduciato e subentrò il Commissario prefettizio che, nonostante le sollecitazioni, non prese alcuna posizione sulla vicenda. Era chiaro che il caso sarebbe tornato prima o poi alla ribalta.
COMMISSIONE D’INCHIESTA
A maggio scorso, dopo l’arrivo delle settemila richieste di pagamento, si era creata una situazione di tensione sociale in città. Sul caso era intervenuto l’assessore al ramo, Roberto Verdecchia. Annunciando che la polizia locale avrebbe effettuato «da subito, ed entro sei mesi, una verifica per poter comunicare agli interessati chi effettivamente è tenuto a pagare e chi, inconsapevolmente, si è visto recapitare la lettera». L’assessore aveva spiegato che nel frattempo, chi se l’era vista recapitare a casa, avrebbe potuto «non tenerne conto perché degli avvisi per il ruolo, infatti, solo alcuni erano riferiti al T-red».
LA POLEMICA
A chiedere conto ora di queste affermazioni direttamente a Verdecchia è il consigliere Mascigrande. «Molti concittadini mi contattano per capire come comportarsi rispetto agli avvisi di recupero delle sanzioni che stanno arrivando», afferma, «ma l’assessore Verdecchia aveva invitato la polizia locale a sospendere le procedure di recupero sanzioni con l’impegno di avviare verifiche e invitando i cittadini a non tenere conto degli avvisi di pagamento per un certo periodo di tempo. Ora però gli avvisi di pagamento, purtroppo, stanno continuando ad arrivare e i cittadini sono disorientati. Mi domando se esiste un atto amministrativo che possa legittimare tale sospensione». Il consigliere chiede quali sanzioni vanno obbligatoriamente pagate e quali no. «La questione», aggiunge, «è prettamente tecnico-giuridica e non di facile comprensione pertanto, sarebbe opportuno un chiarimento per evitare altra confusione, soprattutto in un periodo di rincari».
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