PESCARA. Potrebbero intrecciarsi i destini di due grandi opere, entrambe contestate e finite al centro di due scontri giudiziari: la filovia sulla strada parco, con la prima richiesta di finanziamento risalente al 1992, e viale Marconi a 4 corsie, con i lavori in corso da oltre 700 giorni e non ancora finiti. Il collegamento sta in tre lettere: “Tpl” e cioè il trasporto pubblico locale. Dalla strada parco a viale Marconi, adesso è a rischio il futuro della filovia.
STRADA PARCO In attesa della sentenza del Tar, interpellato dai comitati dei residenti contrari al filobus, il 2023 dovrebbe essere l’anno della partenza secondo i piani del Comune e dell’azienda di trasporto Tua: via ai collegamenti tra l’area di risulta, a Pescara, e i Grandi alberghi di Montesilvano, 8 chilometri e 150 metri con tempi di percorrenza tra i 20 e i 25 minuti. La decisione del Tar, però, potrebbe cambiare le carte in tavola: i residenti hanno denunciato che l’attuale filobus non sarebbe lo stesso mezzo previsto dal progetto originario e, quindi, diverso da quello valutato dal Comitato Via nel 2014. A giorni potrebbe arrivare la sentenza del Tar.
VIALE MARCONI Ci vorrà più tempo, almeno tre mesi, per un’altra decisione, quella su viale Marconi: cento residenti e commercianti hanno presentato un ricorso al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’obiettivo di azzerare la strada a 4 corsie, due riservate ai mezzi pubblici compreso anche il filobus, e un taglio ai parcheggi. Secondo l’amministrazione Masci, anche in viale Marconi ci sarà «la sede riservata per il trasporto pubblico locale (Tpl), con lo scopo di ridurre i livelli di inquinamento dell’aria attraverso la creazione di un sistema di trasporto pubblico più efficiente e meno impattante dal punto di vista ambientale». Ma tra i punti sollevati dal ricorso di residenti e commercianti, c’è anche il Piano urbano della mobilità sostenibile, «nella parte relativa alle rappresentazioni cartografiche recanti le raffigurazioni del tragitto del trasporto pubblico in sede propria». Secondo il ricorso, anche questo provvedimento sarebbe illegittimo e andrebbe annullato. Se il Consiglio di Stato accogliesse le contestazioni dei residenti, sarebbe la fine del secondo lotto della filovia, dalla stazione di Pescara centrale all’università d’Annunzio: questo perché con il ricorso al Capo dello Stato, la sentenza non è appellabile. Quindi, la filovia resterebbe confinata al primo tratto.
MASCI VA AVANTI In attesa delle sentenze, il Comune va avanti: le censure dei residenti e dei commercianti sono «infondate», così ha deciso tutta la giunta convocata dal sindaco Carlo Masci. Alle memorie difensive del Comune già inviate a Roma, quindi, se ne aggiungerà presto un’altra per controbattere ai rilievi.