L’AQUILA. Riprenderanno lunedì prossimo le attività didattiche della scuola dell’infanzia Primo maggio dopo la sospensione dovuta alla tragedia avvenuta nel giardino della struttura quando un’auto ha travolto sei bambini, provocando la morte del piccolo Tommaso, di appena 4 anni. I bambini riprenderanno l’attività in un altro edificio e saranno seguiti e supportati da alcuni psicologi per superare il trauma di quanto accaduto. Lo stesso giorno si riunirà la quinta commissione consiliare del Comune per ascoltare i dirigenti scolastici, supportati dai rispettivi responsabili per la sicurezza, in merito ai piani elaborati e approvati, con particolare riferimento alle criticità rilevate e alle migliorie da apportare con il contributo degli enti proprietari degli edifici scolastici.
la petizione
Intanto Annabianca Vincenzi, la mamma della piccola Emma investita in un asilo a Torino oltre due anni fa, ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere alle istituzioni alcune misure preventive specifiche volte a scongiurare il verificarsi di altri casi simili. Il suo appello ha raccolto quasi 5.000 firme in pochi giorni. E da Teramo, attraverso il presidente della Fiab Gianni Di Francesco, arriva la richiesta di strade e spazi liberi dalle automobili in prossimità degli edifici scolastici.
lettera agli enti locali
La richiesta è stata indirizzata a tutti gli amministratori degli enti locali. «Con l’autunno la ripresa della attività scolastiche dovrà fare i conti con un nuovo scenario, con esigenze di distanziamento che sconvolgeranno l’attuale assetto dell’edilizia scolastica e non solo. Se il ministero dell’Istruzione», dice Di Francesco, «annuncia linee guida per lo svolgimento, in sicurezza, della didattica, ipotizzando anche l’utilizzo di spazi all’aperto, nessuno sembra porsi il problema dei milioni di soggetti che intaseranno il sistema della mobilità, individuale e/o collettiva, per spostarsi da e verso le scuole. Docenti, studenti, accompagnatori, che magari prima del Covid utilizzavano il trasporto pubblico locale, ora preferiranno, per ragioni di sicurezza, usare l’automobile. È quindi necessario che Comuni e Province ragionino da subito sui nuovi scenari che si prospetteranno, creando, ad esempio, “strade scolastiche”, dove in determinati orari, o in permanenza, sia permesso solo il traffico pedonale e ciclabile o il traffico promiscuo veicoli-pedoni con limiti di velocità e di accesso, ovvero assi viari di collegamento in sicurezza con le scuole, proprio al fine di evitare il rischio di un aumento degli ingorghi automobilistici, agevolando in particolare esperienze di pedibus-bicibus. Al riguardo proponiamo la realizzazione di zone filtro senz’auto (car free), nonché di implementare in tempo utile spazi sosta bici all’interno delle sedi scolastiche o realizzarne nei pressi, anche al posto di parcheggi per le macchine. I cortili e gli spazi esterni degli edifici scolastici, inoltre, andrebbero liberati dai parcheggi e attrezzati per le biciclette e lo svolgimento di attività didattiche e motorie all’aperto, in coerenza con le indicazioni ministeriali». Per Di Francesco, «la creazione di ampie aree pedonali intorno alla scuola, di percorsi pedonali e/o ciclabili che colleghino le strutture scolastiche a parchi, piazze, altri contenitori utilizzabili per la didattica, insieme a sistemi di bicibus e pedibus e di politiche dei tempi e degli orari, permetterebbe di fruire di nuovi spazi, anche esterni alle scuole (ma ad esse adiacenti), e di raggiungere le strutture in sicurezza, a piedi o in bici, magari con sistemi di intermodalità. Il momento di agire è adesso», conclude. «A settembre i problemi esploderanno e sarà impossibile porvi riparo».(cr.aq)
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