L’AQUILA. Un arresto e una denuncia per spaccio nel corso di una mirata attività anti droga dei carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di L’Aquila. Si tratta di giovani di origine albanese, senza alcuna occupazione lavorativa, il cui arrivo in città era stato subito notato. 

I carabinieri negli ultimi giorni hanno sottoposto a controllo le aree di parcheggio nei pressi del castello cinquecentesco con l’intento di prevenire e reprimere un ravvisato traffico degli stupefacenti.

Le attenzioni dei militari hanno riguardato i due ragazzi la cui presenza in città era stata notata da alcuni giorni. Dopo l’osservazione dei movimenti e dei contatti avuti dai due giovani, che si spostavano a bordo di una utilitaria, gli operanti hanno documentato una cessione di stupefacenti ad alcuni acquirenti sopraggiunti.

Immediato l’intervento e il controllo dei due ragazzi, risultati poco più che ventenni, i quali in un primo momento hanno cercato di eludere l’accertamento tentando la fuga e lasciando scivolare a terra alcune dosi di cocaina, prontamente recuperate dai carabinieri.

Bloccati e sottoposti a perquisizione personale e veicolare, nell’abitacolo del mezzo utilizzato, i militari hanno trovato altra sostanza dello stesso tipo. Completate le operazioni di polizia giudiziaria, sono state sequestrate alcune dosi di cocaina per oltre 3 grammi. Rinvenuta e sequestrata anche la somma contante di qualche centinaio di euro, verosimilmente frutto dell’attività di spaccio.

I due fermati, viste le risultanze investigative ottenute nell’immediatezza, sono stati denunciati l’uno in stato di arresto, essendo gravato da più forti elementi probatori in merito alla vendita dello stupefacente, l’altro in stato di libertà. Contestata per entrambi l’ipotesi delittuosa del concorso nella detenzione di cocaina ai fini di spaccio.

Il pm di turno alla Procura della Repubblica L’Aquila, avvisato delle attività svolte, ha disposto il trasferimento in carcere dell’arrestato per il quale è già intervenuta la convalida dell’arresto da parte del giudice per le indagini preliminari, che ne ha mantenuto la custodia nella casa circondariale di Civitavecchia.