VASTO. Nuova perizia di stima per il Residence Rossetti, il complesso residenziale di proprietà della Litos abbandonato da anni e oggetto di raid vandalici oltre che di scorribande notturne. Il giudice dell’esecuzione, Tommaso David, ha sospeso le operazioni di vendita e con una ordinanza del 4 giugno scorso, notificata alle parti il 6 giugno, ha disposto che venga rinnovata una relazione di stima. «La nuova perizia si è resa necessaria poiché l’esperto stimatore nominato dal tribunale aveva valutato in 400mila euro il valore del solo terreno in cui sorge il fabbricato e non anche quest’ultimo, invece dei circa dieci milioni effettivi stimati dalla proprietà», spiega l’avvocato Mario Di Iullo, legale della Litos, «la relazione dell’esperto, come si legge nell’ordinanza, sconta un errore di fondo laddove sostiene che il pignoramento riguarda solamente i terreni e non l’immobile realizzato sugli stessi, con la conseguenza che appare necessario individuare anche il valore del complesso immobiliare. Il giudice ha incaricato un nuovo perito estimatore per la predisposizione di una nuova relazione di perizia all’esito della quale valuterà il da farsi», conclude l’avvocato Di Iullo che segue l’annosa vicenda che tra ricorsi, sequestri e dissequestri, va avanti da almeno due lustri.
Nel frattempo la vendita è stata sospesa. Continua dunque, tra colpi di scena, la storia infinita del Residence Rossetti, oggetto di una procedura esecutiva sospesa nel 2020 per la durata di due anni per consentire accertamenti sui tassi applicati dalla banca sul mutuo stipulato in data 14 giugno 2007 dalla società immobiliare Litos. Nel frattempo il cantiere abbandonato continua a far discutere. Lo spunto per tornare a parlare in aula del complesso residenziale è stata l’interrogazione presentata di recente da Vincenzo Suriani e Francesco Prospero. I due consiglieri di Fratelli d’Italia che si sono già occupati della situazione di abbandono del Residence con tre interpellanze presentate nel 2016, nel 2017 e nel 2020, hanno sollevato nuovamente il problema della sicurezza dell’edificio, chiedendo all’amministrazione comunale cosa «intenda fare per ripristinare il decoro del luogo e la sicurezza di tutto il quartiere circostante, compromessa dal grave stato di degrado e di vandalismo che si registra attorno al cantiere dismesso». Nel 2020, in seguito alle interrogazioni presentate dai consiglieri di minoranza, il sindaco Francesco Menna dispose la messa in sicurezza del cantiere, con due successive ordinanze che ottennero il parziale ripristino della recinzione perimetrale, con il fine di rendere più difficile l’accesso all’area a vandali e occupatori di ogni tipo. Quella recinzione, parzialmente ripristinata prima della pandemia, è stata in seguito del tutto scardinata consentendo il libero accesso al cantiere.
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