TORINO DI SANGRO. «Sono orgogliosa di essere stata la moglie di Donato Iezzi e di essere la madre dei suoi figli. Sono arrabbiata perché avrei voluto che i nostri figli crescessero con lui e con il suo grande esempio. Un destino crudele lo ha impedito». Così Cinzia Cannone, la vedova di Iezzi, esprime il suo attuale stato d’animo. Quando Iezzi morì, la donna era giovanissima e aveva tre figli piccolissimi. Oggi Giulio ha 23 anni, Damiano quasi 21 e Simona 20. «Sono tre ragazzi stupendi che purtroppo non hanno potuto vivere il padre». Cinzia Cannone e i suoi figli ricevono continuamente manifestazioni di affetto. «Mi fa tanto piacere. È bello registrare tanto affetto per mio marito. Donato era una persona umile, a disposizione di tutti. Era nel suo carattere servire la comunità e voleva farlo al meglio», ricorda Cinzia. Nonostante i suoi tanti impegni, Iezzi era legatissimo alla famiglia e orgoglioso dei suoi figli. «Anche i ragazzi sono orgogliosi di avere avuto un padre che tutti ricordano con grande affetto: è motivo di orgoglio».
Pioniere della politica dell’Unione dei Comuni, Iezzi cercò fino alla fine di seguire progetti e idee con i colleghi del territorio. Il suo lavoro venne portato avanti da Antonio Pace prima e Silvana Priori poi. Anche l’attuale sindaco Nino Di Fonzo fa spesso riferimento a Iezzi. «Anche questo è molto bello», dice Cinzia. «Donato non è morto per nulla. Ha lasciato un’importante eredità di iniziative e progetti dei quali i suoi successori hanno riconosciuto la validità. Non posso che essere contenta per essergli stata accanto anche se solo per poco», conclude la moglie. (p.c.)
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