PESCARA. «Sotto le nostre finestre succede di tutto: ragazzi e ragazze, anche minorenni, che si drogano, che fanno sesso alle tre del pomeriggio, che si bucano senza vergogna. Tempo fa una signora del quartiere è stata picchiata e presa a pugni solo perché si era permessa di chiedere educatamente se poteva togliere il guinzaglio al cane nell’area sgambettamento». È esasperata Vitania Zizzi, una residente dei palazzi che fiancheggiano il parco Florida, stretto tra viale Regina Margherita e via Regina Elena. «In pieno centro non sono giustificabili situazioni imbarazzanti come queste», si sfoga mentre porta a spasso il cane Queen nell’area verde, «abbiamo chiamato i vigili urbani più volte per segnalare il fenomeno, ma non cambia nulla. Complice la barriera di verde molto alta che nasconde le persone alla vista del resto del parco, dentro l’area sgambettamento si tengono cattivi comportamenti. Ogni volta ritroviamo siringhe, pericolose per le persone ma anche per gli animali che potrebbero pungersi o ingoiarle. E poi calzini, escrementi, cartacce dentro i cespugli e sotto le panchine. Abbiamo più volte chiesto maggiori controlli e non sappiamo neppure se funzionano le telecamere».
«Funzionano perfettamente, tutto ciò che accade viene ripreso», assicura l’assessore alla Sicurezza urbana e videosorveglianza, Adelchi Sulpizio che precisa: «Oltre a ciò, il parco viene continuamente monitorato e pattugliato dalla polizia municipale». L’impianto posizionato sul lampione che si staglia sulla piazzetta circolare di cemento non è nelle migliori condizioni e il cartello, che indica la videosorveglianza, è spaccato. Ma la vigilanza sarà rafforzata sull’intero polmone verde a due passi da piazza Salotto. L’assessore al Verde, Gianni Santilli, annuncia che «entro dieci giorni partirà il bando per l’assegnazione del parco a una associazione o un privato che si occuperà del controllo e della pulizia dell’area, compreso lo sgambettamento. Previsto anche un punto ristoro». I tempi dipenderanno dalla rapidità di risposta dell’utenza al bando e dai successivi adempimenti burocratici. Giulia Colatriano segnala il degrado: «Quando trovo cartacce e buste di rifiuti le raccolgo e le getto nel cestino. Ci vorrebbe più cura per il bene pubblico». Una ruota di bicicletta giace agganciata alla rastrelliera; i coperchi dei cestini dei rifiuti sono arrugginiti e bucati; intorno alle fontanelle, le cartacce affogano nel ristagno; fazzoletti usati e abbandonati dietro i cespugli. E poi, le insegne scarabocchiate. In una di queste è impressa la data, 24 settembre 2012, del “filone” di Giulia e Chiara. «Se il parco è in queste condizioni, la colpa è dei cittadini incivili»,dice il signor Dante che passeggia col cane e si rammarica perché vorrebbe un «varco di uscita aperto verso via Regina Margherita», al momento chiuso da una striscia di terreno privato circondato dai cancelli e inaccessibile al pubblico.