AVEZZANO. La figlia di sette anni è stata data in adozione e il papà 54enne s’incatena davanti alla Procura in via Corradini. Un gesto eclatante per chiedere alla Procura di prendere al più presto una decisione sulla denuncia presentata da lui e dalla moglie nei confronti degli assistenti sociali che hanno allontanato la loro bimba da casa. «Il letto di nostra figlia è vuoto da troppo tempo, così come il suo posto a tavola. Anche al fratello manca la sua sorellina. Siamo disperati», ha detto l’uomo (di cui non scriviamo le generalità per tutelare i figli entrambi minorenni) con le manette ai polsi. Con una sentenza del 28 ottobre del 2019, i giudici hanno dichiarato lo stato di adottabilità della piccola e di conseguenza il decadimento della responsabilità genitoriale, vietando così ogni contatto con i suoi familiari. Decisione diversa per il fratello oggi 17enne per il quale il tribunale, nella medesima sentenza, ha disposto invece il non luogo a procedere in ordine allo stato di adottabilità. La vicenda ha inizio nel 2015 quando i due minori vengono affidati ai servizi sociali e collocati in casa famiglia «alla luce delle gravi condizioni personali e sociali della coppia».
Accuse che i genitori, assistiti dagli avvocati Roberto Verdecchia e Lorenzo Ciccarelli, continuano a respingere con forza, ritenendo non attendibili i test ai quali sono stati sottoposti. Sulla vicenda sono in corso indagini. (f.d.m.)
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