CHIEI. Il consiglio comunale dà il via libera alla variante al piano regolatore generale per il Centro d’accoglienza di suor Vera, ma l’approvazione viene contestata anche dalla stessa maggioranza. I tre consiglieri comunali del nuovo gruppo “Liberi a sinistra” marcano subito, al primo consiglio comunale utile, la differenza dal resto della maggioranza e si astengono, dopo aver chiesto il ritiro della delibera insieme a tutto il resto dell’opposizione.
La consigliera Carla Di Biase (Fratelli d’Italia) presenta anche una pregiudiziale per chiedere il ritiro della delibera, ma la pregiudiziale viene rigettata. «Chieti non diverrà un campo profughi», assicura invece il sindaco Diego Ferrara, «l’adozione della variante comporta la regolarizzazione urbanistica e ambientale di un’attività di accoglienza temporanea esistente da anni a Brecciarola di Chieti, ad opera della fondazione religiosa no-profit Figlie dell’amore di Gesù e Maria, regolarizzazione peraltro sollecitata da Asl e prefettura. Si tratta di un’attività di accoglienza temporanea di categorie disagiate, assentita con due autorizzazioni temporanee disposte dal sindaco Ricci negli anni 2009 e 2010 (per l’accoglienza prevalente di terremotati) e per l’accoglienza di migranti da 12 autorizzazioni temporanee rilasciate dal sindaco Di Primio tra il 2010 e il 2020».
Ad aprire la polemica in aula è il consigliere Lega Fabrizio Di Stefano che solleva «dubbi» in relazione a «scelte così importanti«, dice, «che richiedono più tempo. Non c’è stata condivisione». Un punto di vista che fa il palio con quello di Silvio Di Primio, capogruppo di Liberi a sinistra, che chiede una «più approfondita valutazione» e dunque il ritiro. Per Serena Pompilio (Azione politica), la «struttura, grande come metà Megalò, non serve atteso che vanno aiutate e potenziate le strutture già esistenti invece di realizzarne di nuove. Nessuno è contrario all’accoglienza, ma accogliere vuol dire avere la capacità di includere nel tessuto socio-economico i soggetti accolti. Il comune di Chieti oggi non è assolutamente in grado di offrire servizi di inclusione quali asili nido, scuolabus, corsi di lingue, commercio di prossimità, sostegni alle famiglie».
Di Biase ribadisce i dubbi sulla velocità con cui è ripartito l’iter per l’approvazione, parlando di «commissioni lampo». Dalla maggioranza ribattono, tra gli altri, Vincenzo Ginefra (Chieti c’è) e Pietro Iacobitti (Pd). Il primo ricorda che a volere nel 2016 l’atto che poi ha dato luogo al provvedimento è stato proprio l’ex assessore e ora consigliere Lega Mario Colantonio. Di Stefano ribatte a sua volta dicendo che non si tratta dello stesso atto: «Qui c’è qualcosa di diverso e di più», dice alludendo all’ampliamento dei posti. Iacobitti sostiene che non si possono avere più strutture «provvisorie in modo permanente», alludendo alle tante autorizzazioni provvisorie ricevute dal centro d’accoglienza, «l’ora del rinvio è finita. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, dopo che i tecnici ci hanno detto che è tutto a posto, e ringraziare suor Vera per quello che fa».
Replica Edoardo Raimondi (Liberi a sinistra), che ritiene insufficiente l’okay dei tecnici, richiamando al contrario responsabilità politiche e sollevando «possibili zone d’ombra».