SULMONA. Era stata sfrattata dalla sua abitazione per consentire i lavori di demolizione e ricostruzione della palazzina. Dopo lo sfratto, e dopo aver contratto il Covid, il 7 luglio scorso il Comune le aveva concesso una casa parcheggio con procedura d’urgenza e fino alla negativizzazione dal contagio. Ma, la donna, nonostante le ripetute diffide non ha lasciato quell’alloggio. Così l’altro giorno dal Comune è partita un’altra intimazione con cui il dirigente comunale le ordina il rilascio dell’immobile, occupato abusivamente, entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento. Determina che la donna non sembra disposta a rispettare, anche perché i lavori del Superbonus che dovevano iniziare da tempo sono fermi al palo per le difficoltà sopraggiunte nella cessione dei crediti. «Allo stato attuale esistono altri profili integranti lo stato di necessità, idonei come tali a giustificare la proroga dell’assegnazione», afferma il legale della donna, Maria Grazia Lepore. Ma dal Comune ribadiscono che «l’esercizio delle funzioni socio assistenziali deve esplicarsi in modo da garantire pari opportunità e uguaglianza tra i cittadini bisognosi, nonché il rispetto delle norme». (c.l.)
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