L’AQUILA. Un gruppo di lavoro tecnico composto da rappresentanti del Comune, Usra, Struttura di missione e ministero dell’Istruzione con l’obiettivo di mettere a punto proposte di deliberazione da sottoporre al Cipess per sbloccare la ricostruzione degli edifici scolastici cittadini in attesa di risposte.
È quanto emerso ieri pomeriggio nel corso dell’incontro che si è svolto a Roma, nella sede del dicastero, alla presenza del capo di gabinetto del ministro, Luigi Fiorentino, cui hanno preso parte il sindaco Pierluigi Biondi, il dirigente comunale e coordinatore della struttura commissariale per l’edilizia scolastica Roberto Evangelisti, il titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila Salvatore Provenzano e il coordinatore della Sdm Carlo Presenti.
«Nel nostro piano di edilizia scolastica da 30 milioni, sei interventi o sono partiti o sono in procinto di vedere la luce a breve. Rimangono complessità su cinque strutture: mi riferisco a quelle della Giovanni XXIII, di Paganica, di Pianola, del polo scolastico di Sassa e di quello che sarà ospitato nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio a servizio del centro storico. In alcuni casi occorrono integrazioni di somme, in altri c’è bisogno che venga autorizzata la delocalizzazione in siti congrui con le esigenze di docenti e alunni, come concordato, peraltro, con tutti i dirigenti scolastici», spiega il sindaco Biondi. «È del tutto evidente che occorre accelerare per la predisposizione in tempi rapidi di una delibera che verrà esaminata dal Cipess, auspicabilmente e verosimilmente nei primi giorni di settembre, contenente queste indicazioni. Ho riscontrato una volontà comune a collaborare affinché possa essere individuato un virtuoso percorso tecnico e amministrativo: per questo ringrazio sin d’ora i rappresentanti di tutte le strutture che hanno mostrato sensibilità e interesse a continuare a sostenere il percorso di rinascita in atto, nel quale la ricostruzione degli edifici scolastici rappresenta un elemento imprescindibile, oltre che un impegno preso dall’amministrazione nei confronti della comunità».