TERAMO. Reclutamento da rivedere. Formazione e valorizzazione dei docenti da discutere nel contratto nazionale e non da disporre in un decreto legge. Allargare le risorse finanziarie destinate alla scuola, perché quelle attuali non sarebbero sufficienti. Stabilizzare i precari con almeno tre anni di attività lavorativa, considerando che, anche nella nostra provincia, viene nominato annualmente oltre il 20% del personale precario.
Sono queste le principali motivazioni, ma non le uniche, alla base dello sciopero generale di docenti e Ata, indetto per lunedì da Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua,Snals Confsal, Federazione Gilda Unams, Sisa, Anief e Flp Scuola.
Ad illustrarle, invitando ad aderire alla protesta, ieri in conferenza stampa a Teramo sono intervenuti Sergio Sorella, segretario Flc Cgil, Lucia Di Luca, Andrea Di Marco e Alessandra Palombaro della segreteria Flc. «Il governo è intenzionato a far passare nel silenzio più assoluto un atto normativo, il decreto legge 36/2022 (in iter parlamentare per la conversione, ndr), inaccettabile nel metodo e nel merito», spiegano dalla Flc Cgil Teramo, «nel metodo perché si interviene per decreto legge, e quindi in modo unilaterale e autoritario, su una materia che riguarda il rapporto di lavoro e che pertanto dovrebbe essere regolata per via contrattuale. Nel merito, perché si propone un meccanismo premiale e selettivo degli insegnanti che contrasta con il carattere collegiale del lavoro docente, per di più finanziato con tagli alla Card docente e all’organico».
Il segretario Sergio Sorella, nel suo intervento, ha ribadito anche che il governo, invece di trovare risorse per rinnovare il contratto nazionale, solitamente a scadenza triennale e ormai fermo al 2018, sta dando vita a un sistema di valorizzazione professionale basato sulla formazione individuale, premiato da scatti stipendiali, che potrebbe andare ad intaccare l’autonomia ma anche la competenza e l’esperienza dei docenti. «Tutto questo è inaccettabile. Noi però non ci rassegniamo», dicono dalla Flc Cgil Teramo, «e insieme agli altri sindacati abbiamo iniziato un percorso di mobilitazione che prevede una giornata di sciopero con manifestazione a Roma. Sarà un’occasione importante da preparare e far vivere nelle scuole, a cui è importante aderire per il futuro del comparto istruzione».
Chiara Di Giovannantonio
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