CHIETI . «Dieci istituzioni scolastiche in meno in provincia di Chieti». È l’allarme lanciato dalla Flc Cgil teatina analizzando la legge di Bilancio 2023. «Alla scuola statale, nonostante le tante promesse, sono riservate meno che briciole e si realizzano ancora tagli sia agli istituti che al personale. Infatti a fronte di misure minimali e parziali, quali 150 milioni di euro da destinare al personale scolastico o il ripristino del taglio di 126 milioni per il funzionamento scolastico, per il resto siamo davvero all’anno zero», dicono dalla sigla sindacale. Secondo la Cgil, tra i provvedimenti c’è il dimensionamento della rete delle scuole: si prevederebbe una nuova ondata di accorpamenti fra istituti che «potrà portare alla scomparsa, già nei prossimi due anni, di oltre 700 unità scolastiche abbattendosi soprattutto nelle regioni del Sud».
Per il sindacato si riducono così i posti di organico di oltre 1.400 dirigenti scolastici e direttore dei servizi generali e amministrativi (dsga). «Riduzione destinata ad aumentare inesorabilmente fino all’anno scolastico 2031-2032 quando le autonomie scolastiche passeranno dalle attuali 8.136 a 6.885. Per la provincia di Chieti questo significa dieci dirigenze scolastiche e dsga in meno». Viene contestato poi il «mancato ampliamento del tempo scuola, il mancato rafforzamento del personale Ata che era stato potenziato nel periodo della pandemia e che da tempo registra una paurosa carenza mai più colmata; il mancato un impegno serio sulle assunzioni dell’organico di sostegno agli alunni con disabilità». La Cgil preannuncia forti azioni di mobilitazione, non escludendo nessuno degli strumenti a disposizione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.