Oggi termina lo stato di emergenza e da domani le scuole italiane e abruzzesi faranno un altro balzo verso la normalità.
Innanzitutto, sparendo le quarantene preventiva per tutte le popolazione, di conseguenza alunni e studenti non andranno più in didattica a distanza per aver avuto contatti con contagiati. Ci andranno solo se sono positivi. Al momento, secondo l’ultimo bollettino del ministero dell’Istruzione, in Abruzzo ci sono poco più di 7mila tra alunni e studenti in Dad, pari al 4,2% del totale. Le classi interessate sono 717, cioè l’8,2% del totale.
Ma domani è anche il giorno in cui torneranno a scuola tutti i lavoratori non vaccinati. Per loro resta comunque l’obbligo vaccinale e gli insegnanti non potranno fare lezione. Per tutti i lavoratori scolastici basterà il Green pass base – quello che si ottiene con il semplice tampone – per rientrare a scuola. Nel frattempo monta la polemica sull’organico Covid. Il ministero ha annunciato che i lavoratori chiamati a sopperire alle necessità durante l’emergenza saranno riconfermati, ma per la Cisl solo in Abruzzo sarebbero comunque centinaia quelli che rischierebbero il posto.
DAD SOLO PER I CONTAGIATI
La didattica a distanza resta soltanto per gli studenti contagiati. Spiega il Miur: «Gli alunni e gli studenti in isolamento per infezione da Covid possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata su richiesta accompagnata da specifica certificazione medica che attesti le condizioni di salute. La riammissione in classe è subordinata alla sola dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo».
Tutti i compagni di classe dei positivi, anche quelli non vaccinati, restano dunque in classe. «In presenza di almeno quattro casi di positività nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e per docenti ed educatori, nonché per ragazzi e bambini che abbiano superato i sei anni, è previsto l’utilizzo delle mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il soggetto positivo», spiega il ministero, «in caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. In questo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione».
LE ALTRE REGOLE CHE RESTANO
In tutte le istituzioni del sistema educativo, scolastico e formativo «resta l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico, fatta eccezione per i bambini fino a sei anni di età e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso delle mascherine», spiega il ministero, continuando: «È raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano. Resta fermo, in ogni caso, il divieto di accedere o permanere nei locali scolastici se si è positivi al Covid o se si presenta una sintomatologia respiratoria e una temperatura corporea superiore ai 37,5°».
Poi ancora: «Sarà possibile svolgere uscite didattiche e viaggi d’istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive. Fino al 30 aprile si potrà accedere alle istituzioni scolastiche solo esibendo il green pass ”base”».
TORNA IL PERSONALE NO VAX
I lavoratori non vaccinati da domani potranno tornare a scuola. Ma, come spiega il ministero, «fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico», quindi « il personale docente ed educativo non adempiente sarà utilizzato in attività di supporto all’istituzione scolastica. Non andrà, dunque, in classe». Con una nota, il Miur ha specificato che «il personale docente ed educativo potrà essere impiegato nello svolgimento di tutte le altre funzioni rientranti tra le proprie mansioni, quali, a titolo esemplificativo, le attività anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione». Gli insegnanti non vaccinati verranno infatti equiparati al personale non idoneo e lavoreranno quindi 36 ore alla settimana.
Questione diversa per il personale Ata e i dirigenti scolastici. «Non svolgendo attività didattiche a contatto con gli alunni, pur se inadempienti all’obbligo vaccinale, possono essere riammessi in servizio e adibiti normalmente allo svolgimento di tutte le ordinarie attività», scrive il ministero.
ORGANICO COVID, È POLEMICA
Aggiunge il Miur riferendosi all’organico Covid: «Viene prorogato fino alla fine delle lezioni», cioè il 15 giugno per le scuole, il 30 giugno per le materne.
Ma per la Cisl Scuola in Abruzzo sarebbero comunque a rischio duemila lavoratori: «L’Ufficio scolastico regionale ha comunicato ufficialmente alle organizzazioni sindacali le risorse effettivamente disponibili per le proroghe dei cosiddetti “contratti Covid” nelle scuole, ovvero quasi duemila lavoratori abruzzesi che attendevano la conferma dei propri contratti fino al termine delle lezioni nelle scuole, ovvero quasi duemila lavoratori abruzzesi. La dotazione economica assegnata, pari a 5.125.000, risulta assolutamente insufficiente a finanziare le proroghe di tutti i contratti», si legge nella nota firmata dal segretario regionale del sindacato Davide Desiati, «Danno incomprensibile, la Cisl Scuola Abruzzo e Molise chiede ai rappresentanti politici della nostra regione di attivarsi per le scuole abruzzesi e per questi duemila lavoratori, al fine di ottenere tutto il finanziamento necessario, anche impegnando risorse regionali».