MANOPPELLO. Tre bombe a mano sono state ritrovate, ieri mattina, nello scantinato di una abitazione di corso Santarelli, nel centro storico di Manoppello. Gli ordigni bellici rinvenuti, modello 35 Srcm, e rimossi dagli artificieri dell’Esercito, erano avvolti dentro fogli di un giornale. Le bombe rintracciate casualmente, in dotazione al Regio Esercito durante la Seconda guerra mondiale, sono rimaste fortunatamente inesplose per decenni: dimenticate da quasi ottant’anni. La comunità manoppellese ha vissuto una mattinata di autentico terrore.
Dopo la segnalazione alle autorità locali da parte degli abitanti della casa, che si apprestavano a fare pulizia nel fondaco di proprietà, ubicato nelle vicinanze della chiesa di San Nicola di Bari, sono giunti sul posto i carabinieri di Popoli e Manoppello, guidati rispettivamente da Giovanni Savini e Marco De Vito, che hanno coordinato le operazioni di vigilanza e controllo, di concerto con le squadre dei vigili del fuoco, la polizia municipale e i sanitari del 118. L’area interessata al rinvenimento è stata transennata, messa in sicurezza e chiusa per un paio d’ore, per consentire le operazioni di recupero degli ordigni, condotte dagli artificieri dell’esercito. Contestualmente, le forze dell’ordine hanno provveduto a evacuare i residenti delle case vicine e i dipendenti del municipio. Sono stati fatti allontanare anche gli ambulanti del mercato del venerdì. Una volta recuperate le tre bombe a mano sono state trasportate in sicurezza in una cava dismessa e poi fatte brillare.
Dai primi rilievi, sembra che questo tipo di ordigno, detto anche “diavolo rosso” o “Balilla”, realizzato dalla Società Romana Costruzioni Meccaniche, fu in uso durante il secondo conflitto mondiale e poi in dotazione anche dell’esercito italiano. Il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, accorso sul posto, ha ringraziato «le forze dell’ordine per il prezioso servizio prestato a Manoppello, nonché i cittadini che hanno segnalato il ritrovamento e tutto il personale delle istituzioni e degli enti di servizio coinvolti» nella vicenda che ha tenuto il paese col fiato sospeso per ore.