CHIETI. L’aria torna irrespirabile tra i quartieri di San Martino e Madonna delle Piane, a Chieti Scalo. E i carabinieri forestali, dopo numerose segnalazioni, avviano le indagini per capire la ragione del persistente cattivo odore che costringe i residenti a tenere le finestre chiuse per gran parte della giornata. Il problema va avanti da anni e, puntualmente, si è riproposto nell’ultima settimana. «Con il caldo di questi giorni», si sfogano i residenti, «la situazione è diventata insostenibile: siamo obbligati ad avere gli infissi serrati per quasi 24 ore al giorno. Così non si può andare avanti. Il “picco” degli odori nauseabondi si raggiunge la mattina presto e in serata, al punto tale che si fa fatica a prendere sonno». Anche ieri lo scenario non è cambiato di una virgola rispetto al recente passato.
Gli accertamenti dei militari dell’Arma proseguiranno nei prossimi giorni, soprattutto in corrispondenza degli orari in cui il problema si avverte maggiormente.
Meno di un anno fa, la causa dei cattivi odori era stata individuata nel depuratore di San Martino, gestito dal Consorzio di bonifica centro: i carabinieri forestali avevano denunciato due persone, accusate di aver continuato «a esercitare l’attività di depurazione dei liquidi» provenienti da ditte esterne «nonostante non fosse più funzionante da diverso tempo la sezione dell’impianto chimico-fisico deputata all’abbattimento delle esalazioni e dei vapori prodotti».
Il Comune, dopo aver sollecitato l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) a compiere le analisi del caso per accertare cose rendesse l’aria irrespirabile, aveva ringraziato le forze dell’ordine per l’impegno. Il Wwf, dal canto suo, aveva chiesto un «intervento energico» da parte del Comune, evidenziando che il problema non era stato risolto. E, in effetti, anche quest’anno i residenti dello Scalo tornano a vivere l’incubo di molte estati. Senza riuscire a ottenere una soluzione. Almeno per ora.
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