L’AQUILA. Qualcosa finalmente si muove per i lavori di restauro degli apparati decorativi e l’adeguamento degli impianti della storica chiesa di San Domenico. Il Provveditorato alle Opere pubbliche ha affidato al “Laboratorio Acnd Abruzzo” l’incarico relativo alle indagini strutturali preliminari all’avvio dei lavori che dovrebbero consentire la riapertura dell’edificio sacro di proprietà della Curia aquilana. Il primo lotto (circa 5 milioni) è stato completato da tempo e ora si attende il conclusivo secondo lotto. La chiesa prima del sisma del 2009 era utilizzata, in comodato d’uso, dal Conservatorio. Ora si fa strada l’ipotesi che – dopo la chiusura del cantiere – gli spazi della chiesa possano essere “gestiti” dall’Università dell’Aquila come sala convegni o anche per spazi museali. Ma su questo non c’è ancora nulla di certo. Il responsabile unico dei lavori è il geometra Francesco Di Paolo.
LA STORIA
La chiesa di San Domenico è un edificio religioso che venne fatto costruire nel XIV secolo adiacente all’ex convento dei Domenicani (oggi sede della Corte dei conti e del museo delle ceramiche gestito dall’Università). Nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionale. La costruzione iniziò nel 1309 e inglobò le preesistenze duecentesche e venne rinnovata più volte nel corso del XIV secolo soprattutto in seguito ai frequenti terremoti, fra cui quelli del 1315 e 1349.
Tragico fu il bilancio del terremoto del 2 febbraio 1703 che distrusse completamente la città: dentro la chiesa morirono centinaia di persone a seguito al crollo del soffitto, di parte del transetto e dell’intera parte absidale. La chiesa era gremita poiché il giorno del sisma, il 2 febbraio, coincise con la festa della Candelora e l’ora, mezzogiorno circa, con quella della messa.
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
Il Provveditorato alle Opere pubbliche ha affidato anche la progettazione definitiva-esecutiva per i lavori di consolidamento e restauro della chiesa dell’Annunziata che si trova in pieno centro storico a due passi da palazzo Carli ex sede del Rettorato ed è di proprietà del Comune dell’Aquila. La progettazione è stata assegnata allo studio F&F per 73.844 euro. I fondi (circa un milione di euro) sono stati assegnati con la delibera Cipe del luglio 2021.
LA SUA COSTRUZIONE
«La chiesa dell’Annunziata», scrivono gli storici, «si trova nel quarto di San Pietro. Deve la sua realizzazione agli abitanti del castello di Preturo, che l’edificarono nel XV secolo sul luogo di un precedente monastero domenicano. Fu radicalmente ricostruita successivamente al terremoto dell’Aquila del 1703. Nel XIV secolo, sul luogo dell’attuale Annunziata, venne edificato un monastero domenicano, riconvertito – a partire dal 1447 – a struttura di supporto dell’Ospedale maggiore. In origine, lo spazio di piazza dell’Annunziata doveva configurarsi in maniera assai differente dall’attuale: la chiesa – che probabilmente era caratterizzata da una facciata quadrangolare come da tradizione dell’architettura religiosa aquilana – era posta in posizione strategica all’incrocio fra via Cascina-via dell’Annunziata e via Forcella, poi chiusa a partire dal XVII secolo. Il complesso subì gravissimi danni dal terremoto del 1461. Nel 1476 fu ceduta agli abitanti di Preturo. In seguito passò in gestione alla confraternita di San Sisto che la impreziosirono con la Trasfigurazione di Troilo Emiliani, allievo del Raffaello, altri dipinti ad opera di Cola dell’Amatrice e Francesco Salviati nonché un pregevole soffitto a cassettoni. Nel 1615 Baldassarre de’ Nardis, con l’appoggio del vescovo Gonzalo de Rueda, vi aprì un collegio femminile. Distrutta dal terremoto del 1703, in seguito al quale venne radicalmente modificato l’intero impianto urbanistico della piazza con l’innalzamento della quota stradale e l’edificazione di Palazzo Carli. Nel 1882, la chiesa e il retrostante collegio passarono in gestione alle suore francescane alcantarine; nel 1920, infine, fu venduto all’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia e affidato alle suore di San Vincenzo de’ Paoli. Il complesso è circoscritto da piazza dell’Annunziata – oggi piazza Vincenzo Rivera – e dalle vie dell’Annunziata, dei Setaioli e Antonelli, al confine tra i locali di Amiterno, Forcella e Preturo, nel quarto di San Pietro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA