La rivolta dell’Abruzzo contro l’ipotesi dei maxi rincari autostradali finisce ufficialmente in Parlamento.
Sette senatori hanno infatti presentato una interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. Primo firmatario della richiesta è Elio Lannutti, senatore di origini abruzzesi del Gruppo Misto, che già nei giorni scorsi si era espresso contro l’ipotesi di aumenti del 375% prevista nel Piano finanziario economico dell’A24 e dell’A25. Sull’argomento il senatore Luciano D’Alfonso ha convocato un vertice con le associazioni di categoria per organizzare una battaglia. Ma nei giorni scorsi la mobilitazione ha coinvolto anche il governatore Marco Marsilio, che ha scritto al Governo Draghi, la deputata Stefania Pezzopane e i sindaci.
L’INTERROGAZIONE
L’interrogazione firmata da Lannutti e altri sei senatori chiede al ministro «come intenda intervenire per scongiurare i rincari dei pedaggi sulle tratte e quindi assicurare tariffe sostenibili per l’utenza delle autostrade A24 e A25, in modo da consentire così la messa a disposizione delle comunità regionali interessate da infrastrutture, che peraltro andranno rese sicure e adeguate a sostenere la crescita economica e lo sviluppo sociale dell’Abruzzo, che invece prezzi proibitivi dei pedaggi renderebbero inaccessibili, con tutte le conseguenze che una simile sciagura comporterebbe». Ma anche «quali gli interventi urgenti finalizzati ad evitare, in caso di evento sismico, che venga compromessa la percorribilità delle autostrade, ritenute per legge strategica ai fini di protezione civile, in quanto uniche vie di collegamento più efficienti tra le due coste del Centro Italia e quindi l’unico modo di raggiungere le aree dell’entroterra in caso di un disastroso evento naturale».
IL VERTICE
«Vorrei attivare una iniziativa comune rispetto all’assurdità dei due aumenti tariffari contenuti all’interno dei Pef riguardanti, nel caso dell’Abruzzo, una crescita media del rincaro pari al 375% in nove anni, e nel caso di Autostrade per l’Italia, la famosa e discussa delibera Cipe», recita invece la lettera con cui D’Alfonso ha invitato a un incontro fissato per domani quattro senatori e i rappresentanti delle associazioni Adusbef, Cna Fita, Confartigianato Trasporti e Codacons. Continua la lettera sui due temi: «C’è stata anche una attività dialettica ad opera della Corte dei Conti; pur avendo posto numerosi rilievi ed osservazioni, ha ratificato e, purtroppo, validato il Pef di Autostrade per l’Italia. Ormai abbiamo meno di 30 giorni per concepire e attivare opposizione davanti al Tar del Lazio», e poi: «Non è accettabile che la convenzione con il concessionario sia stata costruita su una crescita geometrica dei costi di accesso alle autostrade, in danno degli utenti ignari e impossibilitati a reperire il safari di atti contrattuali intervenuti. Proponiamo questa riunione per trovare una soluzione efficace, in maniera tale che gli autotrasportatori non debbano pagare – come per la tratta Pescara – Roma – 100 euro di pedaggio».
LE ALTRE REAZIONI
Nei giorni scorsi anche il governatore Marco Marsilio è tornato sul tema, parlando di «rincari inaccettabili» e chiedendo al Governo di risolvere sul Pef la «grave situazione di stallo che purtroppo perdura ormai da svariato tempo». La deputata Stefania Pezzopane ha invece chiesto l’audizione in Commissione Ambiente alla Camera dei deputati del commissario Sergio Fiorentino. Mobilitazione anche dei sindaci, che protestano contro i rincari e chiedono spiegazioni al Governo.