TERAMO. «Dopo quasi duemila giorni non c’è l’ombra di un cantiere». È la frase con cui “Futuro in”, gruppo di opposizione in consiglio comunale fotografa lo stato della ricostruzione pubblica post-sisma in città. Lo spunto è offerto dall’inaugurazione della sede municipale di Torricella Sicura, demolita e riedificata dopo i terremoto del 2016 e riaperta venerdì pomeriggio. Il paragone con Teramo scatta automatico. «L’inaugurazione del nuovo municipio di Torricella Sicura, in esito agli eventi sismici del 2016, che fa seguito ad analogo intervento sul municipio di Sant’Egidio alla Vibrata, rende necessaria una riflessione comparativa con riguardo al nostro amato edificio municipale di Teramo, sito in piazza Orsini», premette il capogruppo di “Futuro in” Maurizio Salvi, «l’evento sismico è lo stesso, così come il momento dei finanziamenti, ma i tempi di progettazione, cantierizzazione e realizzazione assai differenti».
Il consigliere snocciola i dati dei due interventi. «Avendo ricevuto quasi quattro milioni di euro, l’amministrazione di Torricella ha proceduto alla progettazione, conclusa nel 2019, e nel 2022 rimette a disposizione dei cittadini il municipio», evidenzia, «avendo ricevuto oltre sette milioni di euro, l’amministrazione D’Alberto, dal 2018 al 2022, ancora non è stata in grado di concludere le procedure di progettazione, cui dovrà seguire la gara d’appalto e l’esecuzione dei lavori». Il ritardo rischia di compromettere l’opera. «L’incredibile quantità di tempo perduto e l’incomprensibile lentezza, non solo hanno prodotto la conseguenza della indisponibilità della casa comunale, con ogni probabilità per altri lunghi anni», spiega Salvi, «ma rendono persino dubbia la sufficienza dei fondi all’epoca stanziati dallo Stato, che potrebbero non essere più sufficienti a causa dei rincari di tutte le materie prime e di tutti i costi di intervento».
Da “Futuro in” parte così l’atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione per procedure, che oltre alla sede municipale coinvolgono altri importanti strutture, portate avanti a passo di lumaca. «Non possiamo che stigmatizzare, per l’ennesima volta, i clamorosi ritardi nella ricostruzione pubblica, che riguardano l’edificio simbolo della nostra comunità, e tanti altri edifici pubblici quali ad esempio le scuole San Giuseppe e Savini e l’istituto Braga di piazza Verdi», fa notare il capogruppo della lista civica, «edifici finanziati cinque anni fa e per i quali dopo quasi duemila giorni non si vede l’ombra di un cantiere».
Salvi non risparmia bacchettate alla giunta. «Il tempo impiegato in servizi fotografici, selfie, inaugurazioni di qualche scivolo e di banali e insufficienti interventi manutentivi è stato sottratto a interventi strategici per la città», attacca il consigliere di opposizione, «e il paragone con interventi pubblici in altri Comuni, quali in questo caso quello di Torricella, dovrebbe imbarazzare gli odierni amministratori di Teramo, ai quali chiediamo di prendere esempio e soprattutto di cercare di ridurre, nei prossimi mesi, il danno da lentezza e incapacità che hanno finora già prodotto».
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