TERAMO. Il progetto c’è, manca solo il nulla osta della soprintendenza. L’intervento post-sisma sull’edificio della prefettura è al giro di boa. Per dare il via libera definitivo all’appalto – uno dei più consistenti della ricostruzione pubblica in città – resta da acquisire il parere sul rispetto delle caratteristiche architettoniche dello storico immobile che affaccia su corso San Giorgio. Serviranno un paio di settimane in più, invece, per acquisire la progettazione definitiva del Regina Margherita. In questo caso sono necessari sondaggi geologici, sottoposti anch’essi all’autorizzazione della soprintendenza, propedeutici alla predisposizione delle carte che metteranno nero su bianco la riqualificazione del complesso tra piazza Dante e viale Mazzini. Entrambi gli interventi sono gestiti dall’Usr, l’Ufficio speciale per la ricostruzione diretto da Vincenzo Rivera, e beneficiano della procedura accelerata stabilita nell’ordinanza Teramo bis firmata circa un anno fa dal commissario per il post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini.
LA PREFETTURA
La Società italiana servizi di ingegneria e architettura, che fa capo a Carmine e Roberto Brandi e ha sede a Chieti, ha riconsegnato entro la scadenza prevista il progetto di recupero dello storico edificio di corso San Giorgio. Per l’intervento sono disponibili 9,2 milioni e una volta acquisito il nulla osta da parte della soprintendenza potrà partire la gara d’appalto a ranghi ristretti. In base alle disposizioni della struttura commissariale, infatti, l’Usr selezionerà cinque ditte e tra queste sceglierà l’affidataria dell’intervento. Se non ci saranno intoppi, stando alla tempistica stabilità dall’ufficio guidato da Rivera, tra fine anno e l’inizio del 2023 sarà possibile aprire il cantiere. L’intervento prevede la riparazione definitiva dei danni causati dai terremoti tra fine 2016 e inizio 2017, ma anche l’adeguamento sismico dell’immobile, rientrato tra quelli destinatari della procedura accelerata prevista dall’ordinanza Teramo bis per il suo valore storico e simbolico per la città.
REGINA MARGHERITA
Altrettanto significativo è l’intervento messo in programma per il grande complesso, anch’esso reso inagibile per i danni provocati dai terremoti del 2009 e del 2016, che si estende a ridosso di piazza Dante. A disposizione ci sono 8,8 milioni di euro per ridare vita alla struttura di proprietà dell’Asp1, l’azienda di emanazione regionale che gestisce case di riposo e proprietà di ex istituti di beneficenza. Il progetto stilato nel 2013 dalla ditta Promedia è nella fase conclusiva di aggiornamento prima del via libera definitivo.
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