L’AQUILA. L’aumento dei prezzi delle materie prime sta rischiando di bloccare la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere. Si moltiplicano le prese di posizione per sbloccare la situazione (come ha già fatto il commissario Giovanni Legnini per il terremoto 2016).
Ieri il coordinatore dei sindaci del cratere 2009 Gianni Anastasio (che è anche primo cittadino di Pizzoli) ha dato mandato al titolare dell’Usrc (Ufficio speciale con sede a Fossa) Raffaello Fico di «procedere alla pubblicazione del decreto relativo all’adeguamento prezzi per la ricostruzione privata Comuni del cratere 2009». La decisione è stata presa al termine della riunione del Tavolo di coordinamento delle aree omogenee (decisione votata alla unanimità dai primi cittadini che fanno parte del Tavolo). Il decreto prevederà l’adeguamento «per la ricostruzione privata, all’interno delle perimetrazioni dei Piani di ricostruzione dei centri storici dei Comuni del cratere 2009». «Il decreto», si legge in una nota, «consentirà di sbloccare l’impasse a cui si era giunti a seguito dell’aumento dei costi dei materiali e il conseguente rallentamento dei lavori nei cantieri in corso».
Il problema riguarda chiaramente anche il Comune dell’Aquila e, dopo l’appello al governo nazionale da parte del sindaco Pierluigi Biondi, prende posizione Livio Vittorini, presidente della commissione comunale Bilancio. «Il Governo intervenga subito per adeguare i prezzi. Gli aumenti stanno bloccando la ricostruzione post-sisma. Centinaia di aziende del territorio sono a rischio chiusura», scrive Vittorini, che sottolinea «la necessità di un provvedimento ad hoc per L’Aquila e il cratere del terremoto nel quale il caro prezzi causato dalla crisi economica, dalla pandemia e della guerra in Ucraina ha messo in ginocchio il settore dell’edilizia a più di 13 anni dal sisma. L’auspicio», afferma Vittorini «è che il Governo intervenga urgentemente, come fatto per il terremoto del Centro Italia, per comparare i costi della ricostruzione privata post sisma 2009 agli attuali valori di mercato prevedendo uno strumento efficace, valido per gli interventi dentro e fuori i centri storici e applicabile non solo ai lavori non ancora partiti, ma anche a tutti gli stati avanzamento presentati dalle imprese, anche se già liquidati, dal 1° gennaio 2021 che hanno risentito del caro prezzi in atto».
Vittorini parla di «doveroso richiamo quello fatto dal sindaco Biondi al Governo centrale sul ritardo e sullo stallo nell’adozione del decreto per l’adeguamento dei prezzi sisma 2009. Le aziende coinvolte nel processo di ricostruzione privata e tutta la filiera», prosegue Vittorini, «non possono più sopportare ritardi nell’adozione di uno strumento che consenta di operare in modo sostenibile nella ricostruzione». (g.p.)
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