TERAMO. La caparbietà di chi è nato nella montagna dell’Abruzzo “forte e gentile” e il vedere il nostro Paese come occasione e non come una via di fuga sono stati gli ingredienti che gli hanno permesso, partito dalla provincia teramana, di arrivare al mondo scientifico internazionale. È di Teramo, ma originario di Nerito di Crognaleto, quella montagna che tanto ama e che appena può raggiunge «per ritrovare la pace e la bellezza» come lui stesso confida, il 37enne Antonio Zinilli, alla guida come responsabile, insieme a un team di ricercatori, del progetto “Fossr” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), dell’importo di 32 milioni e 300mila euro finanziato dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Uno studio che in tre anni effettuerà una fotografia sociale ed economica a livello pubblico e privato di tutte le regioni e province italiane.
Zinilli che al Cnr è un ricercatore a tempo indeterminato dirigerà la parte su dati e modelli statistici che riguarda le imprese, gli enti pubblici e i cittadini, anche del nostro territorio. «Questo importante progetto avrà l’obiettivo di creare una infrastruttura informatica, in cui attraverso l’analisi dei big data, si analizzerà lo stato del nostro Paese riguardo le tematiche attuali come ecosostenibilità, tecnologia, tasso di occupazione, politiche pubbliche e i comportamenti delle persone in quelle che sono le sfide sociali del nostro tempo per valutare il tasso di innovazione, gli squilibri territoriali e i cambiamenti», spiega, «diversi livelli di studio con modelli avanzati con il coinvolgimento delle università italiane e varie professionalità e con la possibilità, partendo dai dati che verranno raccolti, di elaborare dagli organi competenti le misure per intervenire sui settori in difficoltà».
Una soddisfazione per Zinilli assumere un incarico prestigioso che sognava sui banchi di scuola dell’Istituto tecnico commerciale dove ha iniziato a maneggiare i numeri con una passione per la ricerca che è cresciuta nell’università di Teramo dove ha svolto la triennale in scienze sociali nella facoltà di Scienze politiche e nella Sapienza di Roma dove ha conseguito la magistrale e il dottorato di ricerca in statistica. Docente universitario, nel suo curriculum annovera la pubblicazione di 30 articoli scientifici, la partecipazione come relatore a una cinquantina di conferenze internazionali, è membro di progetti di ricerca nazionali quali il “Prin” e il “Risis” finanziato dalla Commissione europea e collabora con l’Ocse nelle politiche di ricerca e innovazione. Ma non ha voluto lasciare l’Italia in controtendenza al fenomeno della “fuga dei cervelli”. «Anche dalla provincia si può arrivare al mondo e lo voglio dire a tutti i giovani teramani suggerendo di sfruttare la caparbietà che il nostro Dna abruzzese ci trasmette anche se le possibilità a volte sono minori», prosegue, «e sono voluto restare in Italia perché credo nelle possibilità, professionalità, strumenti che ci sono». Zinilli ha già effettuato studi che riguardano la nostra regione. «Abbiamo fatto una ricerca con tecniche probabilistiche avanzate sulla partecipazione delle università e delle imprese ai progetti europei e abbiamo rilevato una criticità delle regioni meridionali compreso l’Abruzzo», dice, «c’è partecipazione ai bandi, ma si vincono poco. A Teramo c’è un ottimo polo universitario con alcuni dipartimenti all’avanguardia che acquistano sempre più una dimensione internazionale e devono essere un esempio. Il territorio si deve aprire al mondo globalizzato e in questo il Pnrr è una grandissima opportunità da non perdere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA