L’AQUILA. Pubblicata sull’albo pretorio (e quindi da oggi operativa) la delibera di consiglio comunale relativa allo schema di convenzione per regolamentare “l’uso temporaneo degli immobili”.
LA DELIBERA
Il Comune, in soldoni, previa convenzione col privato, potrà concedere l’utilizzo di un immobile per scopi non previsti nel Piano regolatore del 1979. Si tratta tecnicamente, in base alla legge, del cosiddetto “uso diverso” da non confondere con il cambio di destinazione d’uso. “L’uso diverso” è temporaneo (tre anni più due di proroga e quindi un massimo di 5 anni), il cambio di destinazione è invece definitivo. L’obiettivo è di dare la possibilità a chi vuole investire e mettersi in gioco di farlo senza troppi lacci burocratici e “per dare ossigeno all’economia cittadina” come ha detto più volte l’assessore proponente Daniele Ferella. Nella delibera si legge che “gli interventi di riuso e rigenerazione urbana sono sia una necessità sia un’opportunità per dare un nuovo slancio culturale, economico e sociale alla città. La rigenerazione è intesa come processo continuo, multiscalare, multidimensionale, intersettoriale che permette di innovare lo spazio e la società creando nuove infrastrutture sociali e nuovi valori e immaginando una città sempre più policentrica e policulturale. L’avvio di un uso temporaneo di edifici e aree è un passaggio importante nel processo di rigenerazione urbana, di recupero ambientale, d’innovazione sociale. È pertanto auspicato l’uso temporaneo di immobili sia pubblici sia privati legittimamente esistenti, con lo scopo di realizzare iniziative economiche, sociali, culturali di rilevante interesse pubblico o generale. La proposta di uso temporaneo deve contenere una relazione ed elaborati grafici che illustrino: le finalità perseguite e le attività proposte in funzione dell’interesse pubblico e generale; l’individuazione dell’immobile con dimostrazione di essere dismesso o in via dismissione; l’individuazione dell’area ai fini del recupero ambientale, una valutazione del contesto urbano e dello stato dei luoghi con analisi storica del sito che consenta di escludere possibili contaminazioni e rischi per la salute. L’amministrazione, riconosciuto l’interesse pubblico o generale, sottoscrive col proprietario dell’immobile o dell’area e l’utilizzatore temporaneo una convenzione con modalità, tempi e garanzie come previsto dalla norma. La stipula della convenzione costituisce titolo per l’uso temporaneo”.