ATESSA. Il giorno dopo dell’incidente nel quale ha perso la vita Donatella Salvatore, 54 anni, di Civitaluparella, all’incrocio tra via Italia e via Genova, nella zona industriale di Atessa, vicino alla Honda, si fermano alcune persone, sono sgomente. C’è rabbia: «Qui già ci sono stati diversi incidenti e alcuni, purtropp,o mortali. È giusto questo? Non se ne può più». Via Italia è parallela alla Provinciale 119 Sangritana; via Genova la interseca e connette alla rotonda sulla provinciale stessa. Ci sono cartelli verticali, lampeggianti, da una parte e dall’altra, del crocicchio: “Incrocio pericoloso”. I cartelli ottagonali dello “stop” sono ben visibili, la visuale ampia, ci sono bande orizzontali di “richiamo allo stop”: eppure succedono incidenti, eppure si muore. Via Italia è lunga quasi due chilometri, un rettilineo che stimola a pigiare l’acceleratore. A nulla valgono i segnali di limite della velocità a 50 km, ce n’è sono uno ogni due-trecento metri. «Qua sembra il circuito di Monza», dice un uomo indicando una macchina che, proprio all’incrocio, sfreccia a oltre 50 all’ora. In quella rete viaria passano Tir, furgoni, auto delle maestranze della Honda e delle altre fabbriche.
Giovedì mattina, anche Donatella alla guida, il marito Antonio e la figlia Francesca, ci stavano passando, venivano dalla rotonda, a meno di 100 metri dall’incrocio. La loro Dacia Sandero è stata centrata da un Suv che viaggiava su via Italia in direzione sud-nord. Andavano a fare le ultime compere per il matrimonio di Giuseppe, altro figlio, previsto per il 4 giugno. Donatella è deceduta, Francesca è gravemente ferita, Antonio anche.
Cosa ci vuole in quell’incrocio? Spetta ai tecnici dirlo, ma una soluzione è urgente. Ieri il sindaco Giulio Borrelli ha sollecitato, nuovamente, con una lettera il presidente Arap, Giuseppe Savini, per la messa in sicurezza di quell’incrocio. «I requisiti di sicurezza», ha scritto Borrelli, «vanno adeguati al traffico intenso e alla pericolosità della circolazione su quella strada. Anche la direzione della Honda ha sollecitato un immediato intervento a tutela di migliaia di lavoratori che ogni giorno percorrono quel tratto di strada».
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