PESCARA . Arrivano i paraventi in pronto soccorso. Dopo la segnalazione del Centro sull’assenza dei dispositivi salva privacy, i primi cinque modelli mobili in plexiglass opacizzato, sono stati collocati nelle aree dei codici gialli e verdi dove si registra il maggior afflusso di pazienti allettati sulle barelle. Altri 10 divisori sono stati richiesti alla Asl dal coordinamento del reparto di emergenza e arriveranno nei prossimi giorni. Intanto, i problemi del sovraffollamento e i tempi di attesa al pronto soccorso sono stati affrontati durante un vertice in Comune, convocato dal gruppo consiliare della Lega, a cui hanno partecipato il manager Asl, Vincenzo Ciamponi e l’assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì. Problematiche sollevate ancora una volta dal Centro nel reportage di ieri in cui abbiamo raccontato i sacrifici e l’abnegazione del personale medico e infermieristico, ma anche i disagi all’utenza provocati dai lunghi tempi di attesa. Dopo una giornata trascorsa nel presidio sanitario, inaugurato appena un anno fa, abbiamo osservato i malati, ammassati uno sull’altro a causa del sovraffollamento, costretti ad essere spogliati, per essere visitati dal personale medico, davanti a tutti. Una situazione al limite, che lede i diritti di ciascuna persona che affronta un momento di fragilità derivante dalla malattia.
Il nuovo dipartimento di emergenza di via Fonte Romana presenta diverse criticità: dalla carenza del personale medico, alla gestione degli organici, alle controsoffittature che fanno acqua. Mancavano i divisori nell’area giallo-verde, che si trova accanto a quella dei codici rossi (Urgenza) e ieri l’azienda sanitaria ha provveduto a distribuire i primi modelli (già acquistati in precedenza ma mai usati) nelle zone che più necessitavano, dal momento che in area triage i divisori ci sono già. Alcuni pannelli saranno stabilizzati per maggiore sicurezza e altri resteranno mobili per essere utilizzati dove servono. Sulla base degli «iperafflussi» quotidiani nel distretto di emergenza, non è esclusa una riorganizzazione di alcuni comparti, come l’area gialla, nata come sala d’aspetto e diventata una immensa camerata per ospitare i letti-barelle che peraltro hanno difficoltà di manovra a causa degli spazi ristretti. A breve sarà indetta una riunione dei vertici sanitari per fare il punto della situazione e stabilire le nuove coordinate di posizionamento delle lettighe negli spazi da riadattare. Tra gli altri provvedimenti, il tampone anti Covid sarà eseguito non più nelle aree interne ma nella sala pretriage 1, all’ingresso di una due “camere calde”, ovvero i locali dove i pazienti vengono lasciati con mezzi propri o ambulanze.
Alle 16 di ieri erano un centinaio gli utenti in attesa, una quarantina di codici gialli e verdi, gli altri segnalati come urgenze. Altri 30 pazienti erano dislocati nell’area Covid allestita anche nel vecchio pronto soccorso, più vicino alla nuova struttura di pronto intervento. E prossimamente entrerà in funzione una app che l’utenza potrà consultare per conoscere in tempo reale il numero di pazienti in attesa nel pronto soccorso e, se affollato, decidere di recarsi in altri presidi di emergenza del territorio.