PESCARA. Ha minacciato anche lo sciopero della fame per protestare contro la carenza di medici in pronto soccorso. Ma intanto, ieri, il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari, si è incatenato ai cancelli del Cup dell’ospedale per urlare «rabbia e indignazione» scatenate dal caso dell’imprenditore Bruno D’Attanasio, 90 anni, colto da malore il 2 giugno e morto dopo 9 ore di attesa (dalle 5.45 alle 14.45) al pronto soccorso, durante le quali ha chiesto, invano, aiuto al personale medico. La vicenda ha scatenato polemiche e riflessioni dopo il post pubblicato dall’imprenditrice Luciana Ferrone, che ha raccontato il dramma dello zio sui social dopo che l’uomo è deceduto «tentando di fare la decima telefonata a sua nipote». La direzione della Asl, in una nota, «esprime dolore e vicinanza alla famiglia D’Attanasio» e annuncia un audit interno «per un’attenta disamina dell’accaduto al fine di comprenderne le cause». E ieri, con una catena rossa legata ai cancelli, circondato da una cinquantina di cittadini, Pettinari ha protestato: «È un giorno di dolore. Di storie simili me ne arrivano a centinaia. Non servono più interpellanze o interrogazioni, ma gesti eclatanti come questo per dire basta a questi drammi. La mia non è una guerra contro il lavoro del personale medico e infermieristico che, anzi, ringrazio per il coraggio e l’abnegazione, ma contro un sistema che non funziona». Va avanti il pentastellato: «Più incentivi economici, premialità curriculari e precettare i medici di base». L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì: «Stiamo attuando tutte le procedure per reclutare personale, il problema della carenza dei medici è nazionale. Abbiamo chiesto incentivi al ministro Speranza; preparato delibere per assumere medici stranieri ed extraeuropei: si è presentata una anestesista russa già assunta in pronto soccorso. A giorni sarà pronto il bando per consentire ai medici di altri reparti» di mettersi in lista e «stiamo valutando la creazione di una cooperativa di medici di medicina generale» per affrontare l’emergenza. Sulla vicenda interviene il deputato abruzzese Andrea Colletti (Alternativa) che annuncia «un’interrogazione al ministro della Salute per verificare come e perché sia accaduta una cosa del genere e per capire cosa stia succedendo nell’organizzazione dei pronto soccorso abruzzesi, soprattutto per le carenze di personale». (c.co.)