TERAMO. Il gestore degli impianti dei Prati di Tivo Marco Finori impugna dinanzi al Consiglio di Stato la sentenza di difetto di giurisdizione emessa dal Tar sul ricorso contro la Gran Sasso Teramano (Gst) e dice che non riconsegnerà gli impianti il 18 giugno. Il tutto a tre giorni della vendita ai fratelli Persia e alle porte della stagione estiva. Finori aveva dichiarato che sarebbe andato avanti e l’ha fatto. Dopo la sentenza del Tar nel quale si stabiliva il difetto di giurisdizione, rinviando al giudice ordinario la valutazione delle sue contestazioni, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato chiedendo di “annullare e/o riformare” quella sentenza che indirettamente rigettava la sua richiesta di sospensiva degli ultimi atti emanati dalla Gst. Scegliendo di ripercorrere la via amministrativa contesta «una disamina insufficiente del Tar» sulla parte in cui viene riconosciuto che la Gst «è una società mista che ha veste privatistica», quando invece ritiene che «c’è l’inesistenza di un’autonomia negoziale libera, piena ed effettiva al pari di quella prevista per i soggetti privati e si ritiene di poterla qualificare quale organo di diritto pubblico».
Il ricorso potrebbe costituire, ancora una volta, un ostacolo alla risoluzione dell’annosa vicenda alla vigilia della stipula, il 18 giugno, del rogito di vendita alla ditta Persia di Tottea. Ma il 18 è anche la data in cui Finori dovrebbe riconsegnare le attrezzature su richiesta della Gst. «Rilascerò gli impianti a 30 giorni dall’atto e dall’intero pagamento della somma da parte dei nuovi acquirenti, come previsto nel contratto di proroga di gestione», fa sapere. La Gst replica che «il punto 4 del contratto stabilisce che la società Finori si obbliga alla restituzione degli impianti entro e non oltre 30 giorni dalla formale richiesta a seguito della definitiva aggiudicazione in favore dell’eventuale acquirente degli impianti». La preoccupazione per la mancata riapertura della cabinovia cresce. «È una vergogna che per interessi privati debbano pagare sempre gli operatori turistici», commenta il presidente dell’Asbuc di Pietracamela Paride Tudisco.
Adele Di Feliciantonio
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