LANCIANO. Ventuno milioni di euro in tre anni per intervenire su contrasto alla povertà, welfare, disabilità e non autosufficienza, inclusione sociale, famiglia, minori, anziani, giovani e contrasto alla violenza di genere. È il piano sociale 2023/2025 dell’Ambito distrettuale 11 frentano di cui Lanciano è capofila. Approvato in consiglio comunale mercoledì sera con il sostegno della maggioranza e l’astensione della minoranza non convinta sulla copertura dei fondi e sulle politiche giovanili, ieri il piano è stato firmato dai sindaci dei Comuni dell’ambito: Filippo Paolini (Lanciano), Gabriele D’Angelo (Castel Frentano), Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia), Nicola Labbrozzi (Frisa), Tommaso Schips (Mozzagrogna), Fabio Caravaggio (Rocca San Giovanni), Emiliano Bozzelli (San Vito Chietino), Maria Giulia Di Nunzio (Santa Maria Imbaro) e Massimiliano Berghella (Treglio) e dal direttore sanitario Asl Angelo Muraglia.
«È un piano che dà risposte concrete in questo periodo in cui i bisogni dei cittadini sono crescenti», commenta il sindaco Paolini. «Ci sono 3 milioni di euro in più rispetto al passato, più servizi. È un piano frutto di un lavoro di gruppo che ha coinvolto tutte le amministrazioni, associazioni, enti e Asl». «È un piano fatto dagli uffici delle politiche sociali», precisa l’assessore Cinzia Amoroso, «non da società esterne, con un risparmio di almeno 10mila euro e con il vantaggio di essere stato redatto da persone che conoscono e vivono il territorio che ne hanno fatto emergere le necessità come puntare di più sulla famiglia, la disabilità (oltre 300 i disabili che vivono nell’ambito, ndc) e i progetti. “Dopo di noi” e “Vita indipendente”, la solitudine degli anziani e le violenze per le quali abbiamo previsto per la prima volta 5mila euro per il centro antiviolenza Dafne. Con la dirigente Giovanna Sabbarese, la Asl – perché si parla anche di assistenza socio-sanitaria – e soprattutto 37 associazioni, abbiamo affrontato più problemi raggruppati in 7 macroaree: welfare d’accesso, disabilità e non autosufficienza, contrasto alla povertà ed inclusione sociale, famiglia diritti e tutela dei minori (supporto alla genitorialità e alle famiglie vulnerabili), prevenzione all’istituzionalizzazione ed invecchiamento attivo, giovani e contrasto alla violenza di genere e infanzia».
Indica anche novità l’assessore, come più servizi volti a favorire autonomia, assistenza e inclusione sociale, l’introduzione dell’“assistenza indiretta” nell’ambito domiciliare a favore di anziani e disabili, intese col mondo imprenditoriale e il Centro per l’impiego per l’inserimento lavorativo delle persone in situazioni di svantaggio sociale e con disabilità e la formazione di assistenti familiari da inserire in un albo d’ambito distrettuale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA