VASTO. Su Punta Penna soffia il vento della ripresa e dello sviluppo. Il porto di Vasto è stato promosso a scalo nazionale. Il riconoscimento è stato comunicato ieri dal senatore del Pd Luciano D’Alfonso. Per il bacino si tratta di un fondamentale passo in avanti sulla strada che inserisce lo scalo nel sistema delle infrastrutture nazionali.
Punta Penna diventerà un importante traino dell’economia del territorio. La promozione è arrivata grazie a una serie di emendamenti presentati in Parlamento e in particolare l’emendamento del senatore D’Alfonso che ha incassato il parere favorevole del ministeri dell’Economia consentendo così di raggiungere l’importante traguardo istruttorio. «La grande ambizione», ha commentato soddisfatto il senatore D’Alfonso, «di conferire rilevanza nazionale al porto di Vasto, è stata resa possibile grazie al lavoro delle Commissioni parlamentari e grazie alla preziosa interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e dell’Economia che ringrazio profondamente. Ringrazio anche tutti i parlamentari abruzzesi che, anche trasversalmente, hanno sostenuto questa grande battaglia unitaria attivata dal sindaco Francesco Menna».
Grazie all’emendamento che il senatore D’Alfonso, con altri colleghi, ha istruito nel corso del confronto in seno alla Commissione parlamentare competente, Punta Penna è stato inserito nell’ambito del “Sistema portuale del mare Adriatico centrale” con sede ad Ancona. Nell’emendamento il parlamentare ha spiegato le ragioni per cui era necessario assicurare una programmazione sistemica delle infrastrutture portuali distribuite lungo l’intera costa dell’Abruzzo. Nell’allegato legge 28 gennaio 1984 sui porti, dove prima compariva solo il nome di Ortona è stato aggiunto Vasto. «In questo modo», afferma D’Alfonso, «si assicura l’organizzazione sistemica di tutte le infrastrutture portuali distribuite lungo l’intera costa abruzzese. Abbiamo ottenuto un risultato importante, tanto più nell’attuale congiuntura, che consente all’infrastruttura vastese di avere riconosciuto non solo il suo ruolo strategico nazionale ma anche di poter conquistare un proprio protagonismo rispetto a tutte le possibilità di sviluppo e di relazioni che la Macroregione europea Adriatico-Ionica saprà porre in essere». La notizia ha provocato grande soddisfazione nelle industrie del territorio. (p.c.)
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