CROGNALETO. Non c’è pericolo di crollo del ponte sul fiume Vomano a Crognaleto, pertanto è illegittima la procedura di somma urgenza invocata dal Comune per evitare la gara aperta e regolare.
È quanto accertato dall’Autorità anticorruzione (Anac) al termine di un’approfondita istruttoria partita da un esposto anonimo, stabilendo che i lavori decisi con affidamento diretto invocando l’emergenza non sono tali da rientrare nei termini di legge «non rilevandosi i caratteri dell’imminente pregiudizio e pericolo per la pubblica incolumità» e contestando «gravi irregolarità e il mancato rispetto dei principi di libera concorrenza, rotazione e imparzialità dell’azione». La vicenda era partita dall’assegnazione di 800mila euro al Comune per la messa in sicurezza del fiume rilevando rischi idraulici per l’abitato. Facendo leva sulla somma urgenza, l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Giuseppe D’Alonzo aveva proceduto all’assegnazione a una ditta dell’esecuzione delle opere, rafforzando il ponte interessato al passaggio delle betoniere. Successivamente, sempre invocando la somma urgenza, il Comune aveva ritenuto «indifferibile e urgente procedere alla demolizione del ponte di accesso all’abitato, non appena ultimati i lavori stessi» affidando in via diretta, invece di bandire una gara, i lavori di demolizione del ponte esistente e la realizzazione di un nuovo attraversamento viabile a campata unica, alla stessa ditta già prescelta in precedenza. «Dall’esame degli atti sono stati rilevati vari profili di criticità nell’operato del Comune», scrive ancora l’Anac, « non emergono, infatti, motivazioni legittime per il ricorso all’affidamento in somma urgenza non sussistendo situazioni di imminente pericolo. Il ponte da demolire risulta regolarmente in esercizio e il nuovo ponte è in costruzione poco distante. La situazione statica del ponte era ben nota, conseguenza di mancata ordinaria manutenzione e pertanto solo la messa in sicurezza temporanea dello stesso poteva essere effettuata in somma urgenza. Non altro. In questo modo si è limitato artificiosamente la concorrenza, violando il divieto di favorire o sfavorire indebitamente taluni operatori economici ed esponendo la pubblica amministrazione a dubbi sulla propria imparzialità».(a.d.f.)
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