SAN SALVO. Ieri è terminato l’anno fiscale per Denso e Pilkington. È stato un anno drammatico segnato prima dalla crisi dell’automotive, poi dalla carenza di materie prime. La guerra in Ucraina e il rincaro delle spese energetiche hanno inferto un altro duro colpo. Cinquecento lavoratori lasceranno le due fabbriche con il ricorso ai contratti di espansione e ad altri ammortizzatori sociali. Pilkington dopo dieci giorni di fermo riparte a pieno ritmo e intanto presenta al ministero un progetto per risparmiare energia. Alla Denso i sindacati reclamano i 56 milioni di investimenti annunciati dall’azienda.
PILKINGTONDa due giorni è tornato al lavoro circa 80% dei dipendenti dei reparti Accoppiato e Temperato Lunedì 4 aprile tutto l’organico dovrebbe rientrare in fabbrica Anche per lo stabilimento satellite Primo srl dovrebbe essere la stessa cosa. Intanto la dirigenza aziendale è alla ricerca di soluzioni per contenere i costi energetici. Pilkington ha presentato al ministero della Transizione ecologica un progetto di efficientamento energetico. Avviata già la verifica di assoggettabilità alla Via (valutazione d’impatto ambientale). Il progetto è stato realizzato dalla Tauw di Milano per la Cogenio che ha realizzato la centrale. Con il nuovo progetto il risparmio dovrebbe essere assicurato. Nel frattempo il colosso vetrario confida negli interventi promessi dalla Regione per aiutare le industrie di Piana Sant’Angelo e ribaditi lunedì nel corso del tavolo permanente sul lavoro convocato dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca.
DENSOAria di crisi anche alla Denso che una settimana fa ha annunciato di voler ricorrere ad altra cassa integrazione straordinaria. Oggi c’è l’incontro di verifica dell’accordo del 23 settembre 2021. «Quell’intesa», ricorda Primiano Biscotti, segretario provinciale della Fim Cisl, «prevede 56 milioni di investimenti per garantire recuperi di efficienza sulle attuali linee di produzione e su nuovi prodotti oltre alla gestione di 200 esuberi tramite uscite incentivate volontarie e contratti di espansione. Inoltre l’azienda», rimarca Biscotti, «ha aperto una procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi del cui utilizzo come Fim abbiamo sollevato un possibile problema di compatibilità con i contratti di espansione. La Fim ha suggerito l’utilizzo dei contratti di solidarietà che garantirebbero la rotazione, elemento per noi indispensabile. Stiamo assistendo nelle ultime settimane a cambiamenti ai vertici della Denso di San Salvo e a un ricorso massiccio alla cassa integrazione che penalizza economicamente sempre i soliti lavoratori senza utilizzare la rotazione. Per noi l’accordo del 23 settembre va rispettato e onorato», insiste Biscotti. «Se l’azienda pensa di cambiare le carte in tavola rinnegando impegni presi in termini di investimenti e di gestione degli esuberi nell’accordo firmato solo qualche mese fa, vorrà dire che bisognerà dare risposte forti e determinate da condividere e mettere in atto unitariamente e sarà necessario spostare la discussione a livello ministeriale con la presenza della proprietà giapponese».
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