ATESSA. Progetto di Contratto istituzionale di sviluppo (Cis): dopo le accuse del gruppo comunale di maggioranza, Uniti per Atessa, interviene la Regione. «Da tempo abbiamo istruito un complesso Cis della Val di Sangro ma è fermo in Regione, da circa un anno», ha sostenuto Uniti per Atessa. Il Cis, prevedendo ingenti risorse finanziarie, ha lo scopo di radicare e sviluppare, in modo più solido, la produzione in Val di Sangro, su un concetto di “industria sostenibile” basata su moderne infrastrutture, su un parco energetico che affranchi dalle energie fossili.
«A fine aprile dell’anno scorso, il Comune di Atessa» afferma l’assessore regionale alle attività produttive Daniele D’Amario «ha presentato all’Agenzia per la Coesione territoriale, senza coinvolgere la Regione, un parco progetti denominato “Sangro green smart network”. La proposta progettuale del Comune di Atessa è priva di ogni finanziamento e, quindi, completamente avulsa dallo strumento del Cis. Poi, per quanto concerne il Cis Turismo Abruzzo, si è riscontato che la sua attivazione non era necessaria, stante la già avvenuta esecuzione della maggior parte dei lavori pubblici che avrebbe dovuto supportare».
Una volta acquisito tale proposta progettuale del Comune di Atessa «in modo irrituale e senza alcuna copertura finanziaria», precisa D’Amario, l’Agenzia per la Coesione Territoriale, nel mese di maggio dell’anno scorso, ha comunicato alla Regione Abruzzo quanto avvenuto, senza validare alcun progetto e senza prevedere alcuna proposta finanziaria. «Gli uffici regionali hanno comunque valutato nel merito il parco progetti proposto, il quale può essere uno spunto per la presentazione di proposte progettuali coerenti con lo spirito di quanto inviato all’Agenzia per la Coesione Territoriale, ma la cui sede può essere, eventualmente, solo la definizione degli imminenti fondi di sviluppo e coesione per il periodo 2021-2027. In tale sede e nel rispetto (o, per meglio dire, conoscenza) delle corrette procedure, la Regione Abruzzo sarà ben lieta di ascoltare le proposte che perverranno dal territorio di Atessa, ivi compreso il predetto parco progetti. Non vi è quindi», conclude l’assessore regionale, «nessun ritardo, perché non vi è nessun progetto approvato dal governo nazionale e quindi nessuna copertura finanziaria a rischio».
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