SAN VITO CHIETINO . Oltre 450 firme raccolte a San Vito Marina per avere il medico di famiglia. È la petizione consegnata in Comune, al sindaco Emiliano Bozzelli e inviata alla Asl Lanciano-Vasto Chieti e anche in Regione, all’assessore alla salute Nicoletta Verì da Giuseppe Mancini, priore della confraternita Santa Maria del Porto di San Vito marina, promotrice dell’iniziativa. Il problema della mancanza del medico di famiglia nel paese è sorto dal maggio dello scorso anno, quando due storici medici di base sono andati in pensione e circa 2.200 sanvitesi si sono ritrovati senza assistenza perché non sono stati sostituiti. «Ad oggi alcuni residenti hanno trovato medici con dei posti ancora liberi (ogni medico di famiglia può avere al massimo 1.500 assistiti, ndc) mentre altri no», spiega Mancini.
«Inoltre anche chi è riuscito a trovare un medico vive dei disagi: è costretto a fare un bel po’ di chilometri per raggiungerlo, lunghissime attese e ha tante difficoltà che creano problemi soprattutto per i più anziani non automuniti. Serve un medico, anche a giorni alterni, che svolga il servizio qui». E per sollecitare un intervento di Comune e Asl la confraternita Santa Maria del Porto ha organizzato una petizione che in pochi giorni ha raccolto oltre 450 firme alla Marina. «Altri volevano firmare ma abbiamo voluto consegnare la petizione a stretto giro per sensibilizzare le autorità competenti augurandoci che gli impasti burocratici e le lungaggini immotivate possano finalmente concludersi», evidenzia il priore. Un problema enorme quello sollevato dai residenti sanvitesi condiviso con tanti altri centri: tra pensionamenti e licenziamenti volontari sono ben 57 i posti di medici di base vacanti tra Chieti e provincia, 20 solo nel frentano tra cui appunto i due di San Vito.
«I problemi maggiori ci sono per gli anziani», riprende Mancini, «spesso non automuniti e quindi devono chiedere a familiari o conoscenti di essere accompagnati dal medico e sono loro ad avere più acciacchi e quindi maggiore bisogno del dottore: che bisogna fare?». Un problema notevole anche perché poi in molti sono costretti a riversarsi sui pronto soccorso che sono al collasso. La Asl è a conoscenza del problema che sarebbe legato in particolare al fatto che i medici devono aprire studi nei paesi in cui prestano servizio, a proprie spese. Il direttore sanitario Asl, Angelo Muraglia, aveva suggerito di fare delle collaborazioni tra medici e sindaci o con la Provincia per mettere a disposizione dei locali comunali in cui il medico si reca alcuni giorni a settimana, ma a San Vito c’è anche il centro vaccinale, della Asl, in cui ci sono gli spazi per poter aprire magari uno studio per agevolare l’arrivo di un medico di famiglia per i cittadini sanvitesi. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.