CHIETI. Ancora una rottura della Pet Tac all’ospedale Santissima Annunziata. Ancora una volta i 10 pazienti previsti per la giornata di oggi sono stati rimandati a casa. Adesso dovranno attendere che il reparto di Medicina nucleare riesca a reinserirli all’interno delle già molto lunghe liste d’attesa per poter fare l’esame.

La delicata strumentazione, utilizzata per esami diagnostici per i tumori e le malattie neurodegenerative, si trova in affitto sui camion e una volta alla settimana arriva all’ospedale di Chieti. I due Tir parcheggiano nel piazzale di fronte alla sede del 118: uno funge da sala d’aspetto e l’altro viene utilizzato per gli esami. Oltre a tutti i disagi che questo sistema provoca ai pazienti, per lo più anziani e anche con ridotta mobilità, c’è anche il fatto che, proprio perché in viaggio sui Tir, la strumentazione va più spesso incontro a rotture.

E inoltre, “non è una novità il fatto che la Pet Tac utilizzata dall’ospedale teatino sia una delle più vecchie in circolazione”, dice Roberto Sambenedetto, esponente dell’associazione Il popolo di Chieti, che insieme ad altre associazioni che si occupano di sanità ha dato vita alla rete No Pet sui Tir. 

A fianco delle associazioni è scesa anche la consigliera regionale del nuovo raggruppamento politico Insieme per il futuro, Sara Marcozzi, che ha sposato la battaglia delle associazioni: “È l’ennesimo disservizio che i cittadini sono costretti a subire”, dice, “per cui chiedo chiarezza e verità. Parliamo di una problematica che si ripresenta costantemente, sempre con le medesime modalità e per cui si continuano a non trovare soluzioni definitive”.